In sei partite mai lo stesso Pescara

26 Settembre 2017

Schierati 21 giocatori: Pigliacelli, Coda e Mazzotta stakanovisti

PESCARA. Ci vorrà ancora un po’ per dare una precisa forma alla squadra. La rosa ampia, una concorrenza feroce e qualche infortunio hanno rallentato la definizione di gerarchie precise. Alcuni punti fermi ci sono, ma il Pescara resta un cantiere aperto e finora Zdenek Zeman non ha mai schierato la stessa formazione. Sei squadre diverse in altrettanti incontri ed è possibile che sabato a Carpi verrà proposta la settima. In totale, dell’organico extra-large, il tecnico ha utilizzato 21 calciatori, altri 9 attendono il loro turno.
Il dato più sorprendente riguarda i minuti accumulati da Simone Andrea Ganz. L’ex attaccante del Verona, prelevato dalla Juventus per 1,8 milioni di euro, non ha mai giocato titolare e in sei gare ha totalizzato appena 35’ (recuperi esclusi): 26 in trasferta a Perugia con il Delfino sotto 3-2 e altri 9 nell’ultima sfida con la Cremonese. Alla vigilia del torneo, in pochi avrebbero pronosticato un utilizzo così esiguo del 24enne cresciuto nelle giovanili del Milan. Era stato il colpo del mercato del Pescara, capace di soffiarlo ad almeno altri cinque club di B. E Simone aveva scelto l’Abruzzo per consacrarsi dopo un campionato vinto col Verona da quasi spettatore: 21 gare (solo 4 da titolare), 4 reti e 658’ giocati. Purtroppo per lui, almeno fino a questo momento, la scelta di trasferirsi in riva all’Adriatico si è rivelata poco azzeccata. Ma non per colpa sua. Ganz ha avuto la sfortuna di trovare un competitor che ha fatto cose straordinarie. In pochi (o forse nessuno) avrebbero scommesso sull’exploit di Stefano Pettinari che invece si è messo a segnare con ritmi impressionanti. L’attaccante romano, 7 reti all’attivo, ha una media spaventosa (1 gol ogni 76’) e in questa fase è intoccabile. Forse, al momento della scelta, Ganz ha trascurato un passaggio sulla storia recente dei bomber biancazzurri. Sia Ciro Immobile che Gianluca Lapadula, capocannonieri della B rispettivamente nel 2011-12 e nel 2015-16, erano infatti partiti in seconda fila e solo in seguito sono diventati gli attori protagonisti. Sei anni fa Immobile sfilò la maglia da titolare a Riccardo Maniero in extremis, mentre Lapadula doveva essere la riserva (o il partner d’attacco) di Andrea Cocco. Al di là delle coincidenze bizzarre, tutti avrebbero pronosticato un utilizzo più corposo di Ganz rispetto ai 35’ che gli ha concesso il boemo.
Ovviamente, oltre a Pettinari, ci sono altri elementi che possono ritenersi molto contenti della considerazione del tecnico. Ad esempio Mirko Pigliacelli, Andrea Coda e Antonio Mazzotta, gli unici rimasti in campo per tutta la durata dei primi sei match. Un esito prevedibile per il portiere, visto che Zeman aveva bloccato la sua cessione all’Avellino, molto meno per i due difensori. A causa dei ripetuti infortuni degli ultimi anni, Coda non giocava 6 gare di fila dal 2013, mentre Mazzotta sembrava in procinto di essere ceduto dopo le esperienze poco esaltanti in passato con la maglia biancazzurra. In difesa, va registrata l’equa divisione del minutaggio tra Francesco Zampano e Alessandro Crescenzi (3 gare ciascuno), mentre in mediana Gaston Brugman ha saltato solo gli ultimi 3’ della partita col Frosinone. Infine, in attacco, dopo Pettinari, quello che ha giocato di più è stato Nando Del Sole (5 gare per un totale di 403’), seguito da Christian Capone. L’esterno offensivo di proprietà dell’Atalanta è sceso in campo 4 volte (292’) segnando 2 reti contro Salernitana ed Entella. Stesso bottino di Ahmad Benali che però ha totalizzato meno minuti (245’ in 5 gare), mentre Leonardo Mancuso non vede l’ora di tornare dopo il debutto con gol (12’ giocati) al Foggia e il maledetto infortunio.
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