Inchiesta sulla sua elezione e Miccichè decide di dimettersi

20 Novembre 2019

MILANO. Gaetano Miccichè lascia la guida della Lega Serie A, alla vigilia dei provvedimenti (attesi a giorni, forse oggi) della Procura federale che ha aperto un mese fa un fascicolo sulle modalità...

MILANO. Gaetano Miccichè lascia la guida della Lega Serie A, alla vigilia dei provvedimenti (attesi a giorni, forse oggi) della Procura federale che ha aperto un mese fa un fascicolo sulle modalità con cui il banchiere fu eletto il 19 marzo 2018, indicato dall'allora commissario Giovanni Malagò, n.1 del Coni.
«Le indiscrezioni apparse sui giornali relative alla chiusura dell'istruttoria sulla mia nomina avvenuta venti mesi fa e al suo possibile esito sono inaccettabili e mi impongono la decisione delle immediate dimissioni», ha annunciato Miccichè con una mossa che probabilmente ha accelerato il processo avviato dall'indagine del procuratore Giuseppe Pecoraro su quel voto, che doveva essere segreto e fu accompagnato da dichiarazioni palesi. Non essendo mai stato nominato un vicepresidente, che avrebbe fatto da reggente, secondo lo statuto della Lega l'ad Luigi De Siervo deve convocare «senza indugio» l'assemblea (si svolgerà il 2 dicembre) per eleggere il successore di Miccichè, che sarà comunque in carica per poco più di un anno (nel 2021 inizia il quadriennio olimpico) e quindi si annuncia più come un traghettatore. Solo di fronte a uno stallo sull'elezione, da statuto Figc, il consiglio federale potrebbe nominare un commissario. Sui prossimi sviluppi influiranno le tensioni intestine al mondo del calcio. Intanto non cambia l'agenda dei club di Serie A, che hanno di fronte la decisiva partita dei diritti tv. Lunedì si riuniranno nell'assemblea che sarà preceduta da un consiglio di Lega e presieduta dall'ad che nei prossimi mesi avrà un ruolo ancor più centrale. Probabilmente in assemblea verrà messa ai voti la proposta di Mediapro per l'acquisto dei diritti tv dal triennio 2021/24 e la realizzazione del canale tematico. Poi, a prescindere dall'affare con gli spagnoli, la Lega si rivolgerà anche al mercato dei broadcaster, come Sky e Dazn che sono attualmente licenziatari dei diritti tv e hanno avuto un punto di riferimento in Malagò e Miccichè.
Che ha lasciato il suo incarico ricordando che a quell'assemblea lui non era presente e «nessuno ha sollevato la benché minima obiezione in 20 mesi», e rivendicando il lavoro per la «trasformazione del calcio».