Infantino: Mondiale a 48 squadre e campionato per club a 24

DUBAI (EMIRATI ARABI). Sui fatti di San Siro si abbatte, e non poteva essere diversamente, l'ira di Gianni Infantino che invoca leggi più dure e maggiore responsabilità dei dirigenti per combattere...
DUBAI (EMIRATI ARABI). Sui fatti di San Siro si abbatte, e non poteva essere diversamente, l'ira di Gianni Infantino che invoca leggi più dure e maggiore responsabilità dei dirigenti per combattere il razzismo e la violenza negli stadi. A Dubai per i Globe Soccer Awards, il presidente della Fifa si dice solidale con il giocatore del Napoli Koulibaly, «sdegnato e triste» per gli insulti razzisti ricevuti dal campione senegalese, e poi lancia la sua ricetta per combattere un fenomeno che non accenna a placarsi e cammina di pari passo con la violenza negli stadi. Infantino premette che questo non è solo un fenomeno italiano, e fa un invito netto ai club: «Gli ululati vanno condannati con la massima severità, ma devono essere uno stimolo per noi dirigenti, per abbassare i toni, perché certa aggressività, che poi sfocia in razzismo o violenza, a volte è anche dovuta a parole non sempre adatte di alcuni dirigenti». Poi ci sono le leggi: «Non capisco», si chiede il numero uno della Fifa, «come si possa andare a distruggere e fare casini in uno stadio, senza che succeda niente, come se fosse una zona franca. Vengano prese queste persone e messe dentro per un periodo. Si vadano a cercare i violenti, per farli uscire dal calcio; sono poche decine, li prendi e li metti fuori dagli stadi. So che le autorità hanno cose più importanti da fare, ma la violenza nel calcio non è un problema serio? Vanno cambiate le leggi, soprattutto vanno applicate. Basta guardare i Paesi che hanno avuto situazioni ben più gravi dell'Italia. Ho in mente la Thatcher, lei anni fa ha risolto il problema degli hooligans in Inghilterra. È inconcepibile che si possa morire per una partita» aggiunge, ricordando il tifoso morto nel prepartita di Inter-Napoli.
Infantino si sofferma anche sulla Var, per promuoverla. «I gol in fuorigioco non esistono più, così come gli errori clamorosi. La Var è una evoluzione che fa più giustizia». Infine, sulla riforma dei Mondiali. «Dal 2022 potrebbero essere allargati da 32 a 48 squadre e svolgersi non solo in Qatar, ma anche in atri Paesi del golfo arabo», e del Mondiale per club, «vorrei una kermesse con 24 squadre di tutto il mondo che possano competere per il titolo, nell’arco di due settimane», conclude il presidente della Fifa.

