Ingaggi scesi del 20% in B nel giro di sei anni
PESCARA. «Il salary cap in Serie B funziona». Lo ha scritto ieri “Il Sole 24 Ore” in un articolo a tutta pagina su “Sport&Business”. «Il monte ingaggi totale è sceso di circa il 20%. Gli stipendi...
PESCARA. «Il salary cap in Serie B funziona». Lo ha scritto ieri “Il Sole 24 Ore” in un articolo a tutta pagina su “Sport&Business”. «Il monte ingaggi totale è sceso di circa il 20%. Gli stipendi pagati mediamente dai club sono calati, fra la stagione 2011/12 e quella 2016/17, da 6,6 a 5,3 milioni», l’analisi del quotidiano economico. «La “cura” prescritta dall’allora presidente Andrea Abodi e dal direttore generale Paolo Bedin è riuscita dunque a contenere questi esborsi. Tuttavia la serie cadetta soffre di un profondo squilibrio gestionale», si legge ancora nell’articolo. «Questo squilibrio nella sola stagione 2015/16 ha costretto gli azionisti ad effettuare ricapitalizzazioni per 65,3 milioni di euro: il dato più alto dal 2011», viene puntualizzato ne “Il Sole 24 Ore”. Ma che cos’è il salary cap voluto dalla Lega di serie B? In pratica il monte ingaggi stagionale di giocatori e allenatore non può superare il 52,5% del fatturato (escluse le plusvalenze da calciomercato) della società. Generalmente, ogni club a fine anno è costretto a ripianare i debiti attraverso i soci, a meno che non vengano generate plusvalenze che permettono di chiudere in pareggio o, addirittura, in attivo i bilanci. Resta il fatto che, generalmente, i ricavi - extraplusvalenze - da soli non bastano a coprire le spese.
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