Inglese: «Ma una gara non basta per giudicare»

25 Febbraio 2017

Il bomber del Chievo, cresciuto nelle giovanili biancazzurre, fu decisivo all’andata: «Resto legato al Pescara, ma vogliamo chiudere al più presto il discorso salvezza»

PESCARA. All'andata segnò il gol del raddoppio che chiuse il match consegnando tre punti al Chievo. E domani proverà a dare un altro dispiacere alla sua ex squadra. Roberto Inglese si è ormai consacrato nei quartieri nobili del calcio italiano. L'attaccante di Vasto, cresciuto nelle giovanili del Pescara, finora ha realizzato 6 reti in 22 gare diventando uno dei punti di forza dei gialloblù. Il tecnico dei veneti, Rolando Maran, stravede per lui e Inglese sta ricambiando la fiducia con prestazioni convincenti che gli sono valse la convocazione di Gian Piero Ventura allo stage della Nazionale. Roberto non ha dimenticato Pescara, dove iniziò il suo percorso insieme ad altri giovani che si sono affermati, primo tra tutti Marco Verratti.

Inglese, questo è il campionato della sua consacrazione. Come sta vivendo il momento magico?

«Con grande felicità. Sono mesi particolarmente positivi per me e per la squadra che ha già raggiunto un discreto bottino di punti»

Con Maran il definitivo salto di qualità. Che rapporto ha con lui?

«Ottimo. Gli devo tanto, è stato il primo allenatore a portarmi in serie A. Mi auguro di continuare a giocare per lui per molti anni».

Il Chievo vuole tornare al successo e il Pescara spera di riaprire la corsa salvezza. Chi vincerà?

«Spero il Chievo. Un successo ci consentirebbe di fare un ulteriore passo in avanti verso la conquista della salvezza aritmetica».

Se dovesse perdere, il Delfino potrebbe dire addio alla serie A. Le dispiacerebbe mandare i biancazzurri in B?

«Non credo che con una sconfitta il Pescara sarebbe già retrocesso. Mancano tante partite, ci sarà la possibilità di risalire la classifica. Bisogna lottare e sperare fino alla fine. Resto molto affezionato a Pescara».

Come si spiega il torneo disastroso dei biancazzurri?

«Hanno iniziato il campionato esprimendo un buon calcio. Purtroppo, i risultati non hanno premiato i loro sforzi e a livello mentale ci sono stati contraccolpi. Credo che la causa principale dell’andamento negativo del Pescara sia legata all’aspetto psicologico. Quando la vittoria non arriva per tante giornate c’è il rischio di scoraggiarsi».

Se l'aspettava la reazione dopo l'arrivo di Zeman?

«Sicuramente la piazza voleva un cambiamento e Zeman è stato capace di ridare entusiasmo. E nella gara contro il Genoa tutto è andato per il verso giusto. D’altronde, il boemo è un idolo per molti tifosi biancazzurri. Comunque sia, è prematuro parlare di rivoluzione. Una partita non basta per trarre conclusioni definitive».

A Coverciano con l’Italia di Ventura. Cosa ha provato?

«Sono stati momenti indimenticabili. Il sogno di tutti i calciatori italiani è quello di indossare la maglia azzurra. A dire il vero, quando ho iniziato a giocare non credevo di poterlo vivere. Invece è successo, anche se solo per uno stage che non dimenticherò mai».

C'erano anche Caprari e Biraghi. Cosa vi siete detti?

«Ci siamo dati appuntamento per domenica. Avremo la stessa voglia di vincere. Conosco Biraghi, insieme abbiamo svolto un ritiro precampionato con il Chievo. È un ottimo terzino sinistro. Caprari? Sono rimasto impressionato dalle sue qualità. Vedendolo da vicino, mi sono reso conto che Gianluca ha doti tecniche incredibili e una grande velocità. Non dovremo dargi spazio, altrimenti potrebbe crearci seri pericoli». (g.t.)

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