Insulti e risse, la Juve licenzia Allegri

18 Maggio 2024

Per il comportamento dopo la finale di Coppa Italia il club esonera l’allenatore. C’è Montero per le ultime 2 partite

TORINO. Questa volta è davvero finita, Massimiliano Allegri non è più l'allenatore della Juventus. E, per uno scherzo del destino, il divorzio cade ancora una volta al 17 di maggio: era successo nel 2019, è capitato di nuovo nel 2024. Rispetto alla prima separazione, però, oggi i rapporti tra il tecnico e la dirigenza del club non sono idilliaci come all'epoca, anzi. E la nota della società conferma che i risultati sportivi c'entrano poco o nulla con la decisione di divorziare dall'allenatore, a un anno dalla scadenza di un contratto che vale sette milioni netti a stagione, più circa due di bonus mentre al lordo, più gli emolumenti dello staff, si sfiorano i 20: «L'esonero fa seguito a taluni comportamenti tenuti durante e dopo la finale di Coppa Italia che la società ha ritenuto non compatibili con i valori della Juventus e con il comportamento che deve tenere chi la rappresenta», spiega la nota ufficiale arrivata ieri pomeriggio. Per gli ultimi 180 minuti di stagione, contro Bologna e Monza, è pronto Paolo Montero, tecnico della Primavera, che dopo essere rientrato dalla trasferta a Frosinon, guiderà Danilo e compagni verso la sfida di lunedì al Dall'Ara. L'uruguaiano farà da traghettatore, in attesa dell’arrivo di Thiago Motta. Mentre ieri Montero partiva da Frosinone, cominciava la lunga giornata di Massimiliano Allegri: alle 9.30, quando ha varcato i cancelli della Continassa per il primo allenamento dopo la tempesta di Roma. Una seduta breve, circa un'ora. Poi, verso le 13.30, l'allenatore ha lasciato la Continassa e si è diretto non troppo lontano, alla redazione di Tuttosport, il quotidiano diretto da Guido Vaciago. Poco più tardi è uscita una nota: Allegri e Vaciago «hanno risolto l'incresciosa situazione che li ha riguardati ed hanno definito ogni loro questione con spirito di collaborazione e senso di responsabilità. Allegri si è rammaricato per quanto accaduto mercoledì notte, spiegando che non intendeva affatto minacciare o insultare Vaciago, così si è ristabilito tra loro quel clima di cordialità, distensione e massimo rispetto umano e professionale che sempre vi è stato». La pace è stata suggellata da una stretta di mano. Iintorno alle 16.30, poi il tecnico è tornato alla Continassa: ad attenderlo c'erano il direttore sportivo, Cristiano Giuntoli, e la dirigenza. Un'ora dopo, ecco il comunicato della società che mette la parola fine al rapporto con Allegri. Già nella Capitale, nell'immediato post-gara di coppa Italia, si era percepito lo strappo tra dirigenza e tecnico, quest'ultimo protagonista di sfuriate e aggressioni tra squadra arbitrale e giornalisti con tanto di squalifica per due giornate e multa di cinquemila euro dal giudice sportivo. E sono proprio quelli i comportamenti ritenuti «non compatibili con i valori della Juventus», ha spiegato dal club. Allegri lascia i bianconeri per la seconda volta dopo otto anni complessivi: nel primo quinquennio ha portato in bacheca 5 scudetti, 4 coppe Italia e 2 Supercoppe Italiane, mentre dal 2021 a ieri ha trionfato solo nell'ultima edizione della coppa Italia. Sono 12 trofei totali e 420 panchine complessive, una storia lunga e appassionata. Ma chiusa nel peggiore dei modi e con ripercussioni legali. Il club bianconero, infatti, porterà avanti l'iter per arrivare a un licenziamento per giusta causa: nella lettera in cui viene sollevato dall'incarico, la Juventus ha aggiunto la contestazione disciplinare nei confronti di Massimiliano Allegri.
Angelo Caradonna