Inter da applausi, la rivincita di Inzaghi

A Istanbul il 10 giugno la finale contro il Manchester City. Il tecnico polemico: «Nei momenti duri so chi mi è stato vicino»
MILANO. Il giorno dopo un derby, la Milano calcistica si sveglia con il mal di testa. Un è un mal di testa diverso per le due sponde del Naviglio: da una parte quello di chi ha dormito poco dopo una nottata di festeggiamenti e bagordi per la vittoria, dall'altra quella di chi ha dormito male per una sconfitta che resterà comunque nella storia. La Milano interista si è risvegliata così coi capogiri, ma anche con l'entusiasmo e l'orgoglio di essere tornati in finale di Champions League (sfiderà il Manchester City) a tredici anni di distanza dall'ultima volta, quando la squadra allora allenata da José Mourinho alzò poi la coppa a Madrid battendo il Bayern Monaco e conquistando lo storico Triplete nel 2010. La festa dei tifosi, esplosa a San Siro (dove erano presenti in Curva Nord anche due grandi ex e protagonisti proprio dell'annata storica come Materazzi e Sneijder) e per le vie della città al triplice fischio dell'arbitro francese Turpin, è proseguita per ore durante la notte, per strada e nei locali. «Se giocava Leao» e «chi non salta rossonero è» sono stati i cori più scanditi, mentre in tanti hanno già iniziato a guardare i prezzi di voli e hotel per il 10 giugno, la data in cui la finale andrà in scena allo stadio Ataturk di Istanbul, in attesa di scoprire quando aprirà la vendita dei tagliandi riservati alla tifoseria interista. Con il risultato di una esplosione dei prezzi (si arriva anche a 1000 euro per il volo andata e ritorno tra Milano e la città turca), ma anche la ricerca di opzioni e viaggi alternativi. I tifosi così già si iniziano ad attrezzare per la storica trasferta, mentre Simone Inzaghi è costretto a rimanere concentrato sul presente. C’è la sfida di Napoli, sabato. L'Inter infatti deve ancora andare a caccia degli ultimi punti per chiudere matematicamente il discorso per la qualificazione alla prossima Champions League, magari puntando a quel secondo posto oggi occupato dalla Juventus (in attesa di novità della giustizia sportiva). Senza dimenticare che poi mercoledì i nerazzurri si giocheranno il secondo trofeo stagionale nella finale di Coppa Italia contro la Fiorentina. Risultati che per ora hanno portato Inzaghi a togliersi qualche sassolino dalle scarpe. «So chi c'è sempre stato e chi nel momento del bisogno non c'era. So tutto, so quello che è successo in questi mesi», la frecciata del tecnico dopo la vittoria contro il Milan. E sul futuro, mentre il presidente Steven Zhang sottolineava che sarà «l'allenatore dell'Inter ancora a lungo perché è speciale», lo stesso Inzaghi spiegava: «Rimanere a lungo? Assolutamente sì, ho un contratto di un anno e serate del genere ti legano all'ambiente».
Angelo Caradonna

