«Io, l’Europa e la Juve ma del Napoli non parlo»

Il tecnico della Sampdoria Giampaolo a tutto tondo: «Sto bene a Genova, non penso alla panchina di Sarri. Il Pescara? Pillon è l’uomo giusto, il Delfino ha qualità»
INVIATO A GIULIANOVA. La Sampdoria, la caccia all’Europa League, il Napoli, la Juventus, il Pescara e la sua Giulianova. Marco Giampaolo, allenatore 50enne della Sampdoria, le 48 ore di relax dopo il derby della Lanterna, pareggiato al Ferraris, le ha passate a casa.
Giampaolo, il pareggio del Milan con il Sassuolo alimenta le speranze per la sua Samp di agganciare la zona Europa League.
«Fino a quando si può giocare per un grande obiettivo siamo lì. Ci sono ancora tanti punti in palio, sette partite, e tanti scontri diretti. Siamo in quella zona da tempo e vogliamo rimanerci. Siamo a quattro punti e, fino a quando c'è la possibilità di giocare per un obiettivo straordinario, noi ci siamo».
E domenica (ore 18) ci sarà la sfida contro la Juventus.
«Per noi questo è un appuntamento da vivere con gioia ed entusiasmo con sentimenti forti».
E ci sarà anche Dybala, che domani sarà squalificato per il ritorno dei quarti di Champions.
«La Juventus è una squadra fortissima in cui non c'è solo Dybala. Ha tanti titolari, e poi bisognerà vedere che tipo di dispendio fisico avrà a Madrid, ma per noi è una gara importante per continuare in quello che è il nostro cammino».
Il suo futuro sarà a Napoli al posto di Sarri?
«Nel calcio è impossibile pensare al futuro, pensiamo al presente. Il mio è molto importante e si chiama Sampdoria. Nel calcio le cose cambiano molto velocemente quindi è inutile pensare al futuro. Sono felice di stare alla Samp, una società affascinante che ha un seguito molto importante. Adesso sono più importanti gli obiettivi del club; poi, a fine stagione, parleremo anche di altro».
Non ha avuto contatti con nessuno?
«Sì, con Ferrero (il patron della Samp, ndr). È l’unico che mi ha contattato (sorride)».
Del calcio abruzzese che idea si è fatto?
«Purtroppo, rispecchia l’economia della regione. C’è poca gente che fa degli investimenti e, quindi, meglio puntare sui settori giovanili».
Annata storta per il Pescara in serie B.
«Non sono deluso dal campionato del Pescara e penso che possa tirarsi fuori da questa situazione di classifica perché ha qualità. Zeman è una garanzia in quanto a filosofia calcistica e la retrocessione dell’anno scorso è stata pesante, ma vi assicuro che tra A e B c’è una grande differenza economica e non è facile competere per salvarsi. Epifani è giovane e ha potenzialità, mentre Pillon lo conosco bene. È un buon allenatore e una gran persona. Ricordo quello che ha fatto in carriera..».
Pillon, è l’uomo giusto per il Delfino?
«È un tecnico esperto. Pescara ha tutti i numeri per salvarsi. Conosco bene Bepi come persona ed è molto preparato. In carriera ha centrato la zona Uefa con il Chievo».
Lei sta facendo bene in blucerchiato, ma c’è anche un certo Federico Giampaolo che sta brillando in serie D.
«Mio fratello ad Avezzano sta facendo molto bene e spero che possa avere un futuro più importante del mio».
E il Giulianova domenica potrebbe festeggiare la promozione in D.
«Giulianova ha una tradizione forte in serie C, meriterebbe quella categoria. Comunque, sono contento, che è vicino alla vittoria del campionato. Giulianova è stata una piazza che ha esportato talenti in tutta Italia e merita palcoscenici importanti. Questa è la mia città, qui ho iniziato ad allenare e mi piacerebbe rivedere questa squadra in palcoscenici importanti».
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