«Io, la neve e Verratti l’obiettivo è la salvezza»

13 Gennaio 2017

Il centrocampista: ho lasciato 40° in Argentina e qui ho trovato il ghiaccio, che trauma Mi ispiro alla stella del Psg. La Juve? No, il mio desiderio è fare bene con il Pescara

PESCARA. Sulle orme di Verratti. Andres Cubas, centrocampista 20 enne argentino è pronto per il grande salto. Mingherlino, baricentro basso e un sorriso da bimbo dispettoso. «I miei modelli sono Gattuso e Verratti», carattere e tecnica allo stato puro per il piccolo mediano arrivato dal Boca Juniors, che deve ancora prendere dimestichezza con l’italiano. Il salto dall’altra parte del Mondo è stato improvviso, anche traumatico. «Dall’estate di Buenos Aires al freddo italiano, diciamo che è stato duro a livello climatico. Arrivavo da 40° e qui, invece, ho trovato la neve. Ma non è un problema, perché mi sono subito ambientato», racconta Cubas, con l’aiuto del suo procuratore, che prova a fargli da traduttore. «Dopo le vacanze di Natale si è parlato della possibilità di venire a Pescara e non ci ho pensato due volte. Giocare in Europa è stimolante», racconta il ragazzino ex Boca.

«Spero di giocare tanto e aiutare il Pescara a conquistare la salvezza». E anche la permanenza in biancazzurro, anche se c’è la Juventus pronta a far valere la propria opzione ad aprile. «Non penso alla Juve. Il mio primo obiettivo è far bene con il Pescara», afferma il classe 1996, nato ad Aristobulo del Valle. «Arrivo in un campionato difficile come quello italiano, ma per me è anche una grande opportunità». Il 20enne, arrivato in Abruzzo nel mercato di gennaio, è stato subito paragonato a Torreira, ex Delfino, ora alla Samp, ma dalle movenze assomiglia a Verratti. «Torreira? Non lo conosco molto bene, conosco meglio Verratti, lui è più grande e lo conosco meglio e mi piacerebbe fare la sua carriera. È un grande giocatore. Verratti è un campione come lo è stato Gattuso». Cubas ritrova i connazionali Bizzarri e Campagnaro. «Hugo l’ho conosciuto di persona qui a Pescara. Ho visto tante sue partite in televisione ed è famoso anche in Argentina, anche se gioca da tanti anni in Italia e conosce bene il vostro calcio», che lui non conosce bene. «Non conosco molto il campionato italiano. So che è molto dinamico e molto fisico ed è uno dei più difficili d’Europa». Mister 4 milioni, ovvero la valutazione del suo cartellino, racconta i primi calci al pallone in Argentina. «Sono cresciuto nella provincia di Buenos Aires», racconta. «A 12 anni il Boca mi ha contattato e sono salito in prima squadra dopo 5 stagioni, all’età di 17 anni». E arriva a giocare a “La Bombonera” grazie ad Alejandro Farias, ex Boca, che lavora per il club gialloblù. «Ho sempre giocato da centrocampista centrale davanti alla difesa e quello è il mio ruolo preferito. Il mio idolo? Battaglia, che è un giocatore molto importante del Boca; e poi mi piace anche Gago, che ha militato anche nella Roma e nel Real Madrid». La garra c’è, ora si aspetta il verdetto del campo, ma a Napoli non potrà essere schierato. «Sono in attesa del transfert. Spero arrivi prestissimo. Io sono pronto per giocare, se il mister lo riterrà». (l.d.m.)

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