Ipotesi L’Aquila come sede della prima final eight

19 Marzo 2016

Il presidente della Lega Pro Gravina ospite del Panathlon illustra i programmi e spunta la candidatura dello stadio Acquasanta per gli spareggi del 2017

L’AQUILA. Tre mesi di lavoro per iniziare a cambiare la Lega Pro. Gabriele Gravina, numero uno della terza serie, nei giorni scorsi ha indirizzato alle società una lettera per moderare il comportamento di dirigenti e tesserati, spesso alle prese con polemiche o episodio di violenza. L'ultimo in ordine di tempo quello del diggì del Pavia Nicola Bignotti che ha affermato che alcuni calciatori sono persone da «poter sciogliere nell'acido». Giovedì sera all'Aquila, ospite del Panathlon Gravina ha tenuto una relazione su "L'etica e i valori dello sport nella pratica del calcio" affrontando vari temi compresi il fair play e l'educazione giovanile nella disciplina sportiva. Dopo aver parlato delle varie dimensioni di etica nel calcio, non è mancato qualche input del numero uno della Lega Pro sullo stadio di Acquasanta e sul campo di Paganica con gli assessori comunali presenti Emanuela Iorio e Maurizio Capri. Gravina che ha incalzato i due a «spendere i 250mila euro per poter fare il campo di Paganica» ed è stato invitato «a presenziare la cerimonia, magari con la presenza di squadre importanti con la riconsegna dell'opera prevista a fine maggio, primi di giugno», come sostenuto dal Capri. Alle prese con un programma corposo e con l'obiettivo di restituire una nuova mentalità alla Lega Pro Gravina sta muovendo i primi passi per incentivare la partecipazione. «Recentemente abbiamo fatto approvare un protocollo di fair play e ieri ho scritto una lettera abbastanza antipatica per le società», ha esordito, «il mio programma è corposo e gli impegni sono stati assunti in tempo reale correlato alla partecipazione. Dalla mia elezione (22 dicembre 2015, ndc) sono stati fatti già tre assemblee e tre consigli direttivi. Inoltre c'è stata la riforma dello statuto che è stato riscritto con annessa sfiducia se il lavoro non è ben svolto». Verso il format a 60 squadre, con la fase finale pronta a essere un altro girone di campionato, Gravina ha illustrato la final eight, che potrebbe anche toccare L'Aquila, sia per la collocazione geografica sia per l'eventuale disponibilità dello stadio senza barriere di Acquasanta. «La final eight è un evento culturale importante. Occorrerà educare otto tifoserie che si incontreranno nella stessa regione. Creeremo un villaggio dei play off per famiglie e bambini. Non è il luogo per gli ultras. Nella stagione 2016-2017 faremo i play off e speriamo che L'Aquila sia la sede». E poi spazio ai giovani con iniziative che coinvolgono tre fasce d'età (8-13, 13-16, 16-altre).«Il progetto "Recupero dei valori perduti" andrà nelle scuole. Si tratta di un percorso collegato al recupero della legalità e andranno professionisti per informare sui rischi penali».

Alessia Lombardo

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