Italia grande e ingenua, cuore Argentina

15 Aprile 2019

Rescia-gol, rimonta azzurra con De Oliveira, Ercolessi e il pescarese Cesaroni. Negli ultimi 44’’ il ritorno dei campioni del mondo

PESCARA . L’Italia c’è. Nonostante il pareggio beffa contro l’Argentina, arrivato con due gol incassati negli ultimi 44’’ di gioco, il 3-3 maturato nella seconda uscita della Nazionale targata Alessio Musti, a forti tinte nerazzurre (in campo Mammarella, Ercolessi, Murilo e De Oliveira dell’Acquaesapone), dimostra che la strada intrapresa è quella giusta. Contro i campioni del mondo in carica, arrivati in Abruzzo con un roster formato europeo, gli azzurri giocano una partita gagliarda, soffrendo in avvio e uscendo alla distanza.
Nel giorno in cui i 1600 spettatori di un Pala Giovanni Paolo II completamente esaurito, celebrano l’intitolazione della tribuna principale dell’impianto a Rogerio Rocha Da Silva, calciatore brasiliano ex Pescara stroncato da un infarto nell’estate 2017, la nuova Nazionale segna il primo passo in un percorso che dal prossimo autunno la porterà a giocarsi la qualificazione al mondiale 2020 in Lituania. La sfida con l’Argentina, giocata davanti al presidente della Figc Gabriele Gravina, quello della Divisione Andrea Montemurro e l'ex ct Roberto Menichelli, serviva soprattutto per capire a che punto fosse il nuovo corso iniziato a dicembre: le risposte sono positive e i segnali incoraggianti.
Certo, sul 3-1, ad una manciata di secondi dalla fine, tutti avevano ormai fatto la bocca ad un successo che sarebbe stato prestigioso e importante sotto il profilo mentale. Ma il campo ha detto che ci sono tanti motivi per essere ottimisti, a partire dalle prestazioni di Marcelinho, Cesaroni e del giovane Ugherani. Le due squadre torneranno ad affrontarsi in amichevole a dicembre, in un nuovo test che servirà soprattutto agli azzurri per valutare i progressi che tutti, in casa Italia, si augurano potranno esserci nei prossimi otto mesi. A partire dalla gestione della fase difensiva, che anche al Pala Giovanni Paolo II è sembrata in alcuni frangenti poco serena. Non a caso il vantaggio argentino nasce proprio da una palla persa in disimpegno e depositata in gol da Rescia. La Nazionale sbanda, il solito Mammarella salva anche sull'amico Cuzzolino, poi a 30 secondi dall'intervallo è De Oliveira a ristabilire la parità chiudendo un ottimo schema su calcio piazzato, aperto da Merlim e rifinito da Murilo. In avvio di ripresa Ercolessi prima e il pescarese Cesaroni poi trovano per due volte la via della rete, facendo esplodere il palasport e mettendo a distanza i sudamericani. Che nei successivi minuti faticano ad avvicinarsi dalle parti di Mammarella.
A pochi minuti dalla fine il ct argentino inserisce il portiere di movimento e nell'ultimo minuto raccoglie i frutti. Due azione in fotocopia portano Brandi a calciare da un metro dalla linea di porta, con il pallone che finisce in entrambe le circostanze alle spalle del numero uno italiano. «Siamo contenti per la prestazione», commenta a caldo il tecnico Musti, «dispiace per il risultato perché in quel momento della partita bisognava essere più tranquilli. Abbiamo giocato con soli quattro oriundi e questa dev'essere la direzione». Nel triangolare al palazzetto di San Donato, oggi (ore 20,30) in campo Argentina e Bosnia. Domani (20,30) Italia-Bosnia.
Adriano De Stephanis
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