Italia, sfida (quasi) impossibile

Capitan Parisse: «Daremo il 110%». L’Irlanda predica prudenza: «Qui abbiamo perso nel 2013»
INVIATO A ROMA. Il meteo dice che sarà umido con 12 gradi per tutto il matcho, Paul O’Connell dice che sarà “A torrid afternoon”, torrido come il catino dell’Olimpico quando è pieno di tifosi azzurri o quasi come con gli attesi 60mila e oltre di oggi (ore 15,30).
Il capitano irlandese spiega il suo pensiero di fronte l’agguerrita stampa di casa che vuol indagare una lista in cui ci sono troppe assenze importanti. Malati sì ma non certo cronici. Come Sexton tenuto fermo precauzionalmente per una commozione, per poi scoprire ieri che il medico ha dato il via libera alla possibilità di schierarlo sabato prossimo contro la Francia. Al suo posto non ci sarà Madigan ma – diciamo così – la terza scelta in fatto di aperture: Ian Keatley, compagno di squadra di O’Connell nel Munster ma nessuna esperienza internazionale. Per non parlare del numero 8 Heaslip, uno dei motori della manovra irlandese, che marca visita in favore di Murphy («Jordan deve avere la possibilità di entrare nel gioco e trovare il suo», ha detto O’Connell. Specie se da inesperto numero 8 si trova a confrontarsi con Parisse aggiungiamo noi). E ancora dell’esperimento ennesimo dell’equiparato neozelandese Jared Payne a numero 13 (ovvero il ruolo di Brian O’ Driscoll).
A tutti questi interrogativi O’Connell ieri, appena finita la rifinitura in campo all’Olimpico, ha preventivamente ricordato: «Due anni fa qui a Roma siamo stati battuti. E anche quattro anni fa siamo stati salvati da un drop di O’Gara. Mentre l’anno scorso a Dublino mancavano Parisse e Castrogiovanni giocò appena sette minuti. Sono assenze che nell’Italia si sentono. È un’Italia diversa».
Ecco, se la seconda linea irlandese voleva essere impietoso c’è riuscito. Nel fare i complimenti al collega capitano fotografa la situazione del gruppo Brunel: «Sergio Parisse è una star. Un giocatore meraviglioso: più lo vedi giocare e più vedi in realtà l’Italia giocare: lui placca, vola nelle palle alte, è un ball carrier incredibile, lo vedi a terra e poi nelle palle di recupero, fa calcetti a seguire. È dapperttutto».
Come a dire, l’Irlanda è un collettivo in cui si possono provare giocatori diversi, azzurri senza Parisse perdono potenziale verticalmente. E quindi che partita sarà? «Decisamente fisica, tosta, impegnativa perché davanti al loro pubblico si esaltano. Dobbiamo stare concentrati» la stessa ricetta di Parisse per gli azzurri che ha fissando l’impegno al 110%.
E in vista della pioggia O’Connell ribadisce giuste le scelte del ct Joe Schmidt di aver dato una chance a Keatley che nel repertorio buono ha la precisione al piede in termini di calci di spostamento. Altro dettaglio rivelatore dei temi della gara è la successiva citazione di Kelly Haimona come di un giocatore dall’impatto notevole. E siccome il “channel 10”, la corsia di gioco delle aperture, è il più “battuto” dai difensori, appare rivelatrice anche la descrizione fatta da Less Kiss, ex director of rugby dell’Ulster , attuale assistente di Schimdt e altrettanto testa fine. Ieri ha tenuto testa a un fuoco di fila di domande di mezzora su tutto e alla fine gli si sono illuminati gli occhi quando ha potuto parlare di Haimona e di mimare con le braccia le attitudini del maori: «Fisicamente buono, ha la grande capacità di vedere oltre il primo uomo in sostegno laterale, di percepire l’inserimento da dietro di qualcuno, spesso Luke McKlean, e lanciarlo. Poi non puoi alzare troppo la linea di difesa su di lui perché è preciso con quei calcetti a scavalco di un metro o quei rasoterra». Haimona è avvisato: uomo studiato, uomo mirato. I nuovi entrati come Jordan Murphy sanno qual è la nave italiana da centrare per prima se si vuol affondare la flotta. Perché è chiaro che, qualsiasi sia il plan game annunciato come novità dal ct azzurro Jacques Brunel e ieri pure da Parisse tutto è wheather permitting come dicono a Dublino. Tempo permettendo. Il gioco al largo verrà deviato verso il nostro tradizionale e conservativo modulo di sfondamento. In questo Super Parisse ha ragione da vendere, 14esimi nel ranking contro i terzi: «Se pensano di fare solo esperimenti contro di noi si sbagliano».
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