Jovetic va bene, ma Mancini vuole altri rinforzi

25 Agosto 2015

L’ex City ha risolto la sfida con l’Atalanta però il tecnico dell’Inter pressa Thohir: «Siamo pochissimi»

MILANO. Voleva essere leader e mantiene la promessa fatta all’Inter: al 93', lo straordinario destro a giro di Stevan Jovetic regala ai nerazzurri la prima vittoria in campionato contro l'Atalanta. Ora è il momento di liberarsi del peso di due anni in Premier dove non è mai stato protagonista. Il City lo ha rifiutato, l'Inter gli ha aperto le porte. Jovetic ha scelto il numero dieci per far capire che deve essere il suo anno. Eppure, la serata d'esordio è rocambolesca. Roberto Mancini lo lascia in panchina e punta sulla coppia Palacio-Icardi. Icardi si fa male ma convince Mancini a farlo giocare. Il tecnico - a malincuore - lo accontenta salvo poi sostituirlo dopo un quarto d'ora. Inizia così la nuova avventura di Jovetic e il suo fortunato debutto che si chiude con un'esplosione di gioia dei compagni e l'abbraccio di Mancini, tre minuti dopo il 90’ quando il pallone si insacca preciso.

Il suo gol pesa tanto e vale tre punti nella domenica che segna la caduta delle grandi. L'Inter ringrazia Jovetic che non fa rimpiangere Kovacic, Mancini - concitato e felice - fa autocritica riguardo alle sue scelte iniziale: con grande onestà riconosce di essere stato troppo morbido rispetto a un capriccioso Icardi. Il montenegrino risponde con una magia e dimostra di meritare la maglia da titolare. L'Inter ha bisogno di Jovetic come di nuovi giocatori. Mancini bussa alla porta di Thohir, continua a premere per Perisic. La trattativa langue e l'assalto finale non è dietro l'angolo. Si fa largo la suggestione Lavezzi. L'allenatore è consapevole dei limiti della sua squadra e per dare forza alle proprie ambizioni manda un messaggio chiaro al suo presidente: «Siamo pochi, anzi pochissimi…». I sogni di Mancini di correre per lo scudetto ora sono anacronistici. Eppure, con i giusti innesti e con questo Jovetic, potrebbero anche diventare realtà.