Juve, boccata d’ossigeno Ma Dybala ora è un caso

16 Gennaio 2022

L’argentino trafigge l’Udinese, ma l’esultanza fa discutere. Poi raddoppia McKennie E il fantasista risponde così alle critiche: «Non devo dimostrare niente a nessuno»

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JUVENTUS (4-2-3-1): Szczesny 6; Cuadrado 6, Rugani 6, de Ligt 6.5, Pellegrini 5.5 (12’st De Sciglio 6.5); Bentancur 6 (37’st Rabiot sv), Arthur 6 (1’st Locatelli 6); Kulusevski 5.5 (1’st Bernardeschi 5), Dybala 6.5, McKennie 7; Kean 5 (19’st Morata 5.5). A disposizione: Pinsoglio, Perin, Chiellini, Alex Sandro, Kaio Jorge, De Winter. Allenatore: Allegri

UDINESE (3-5-2): Padelli 6; Perez 5.5, Nuytinck 5.5, Zeegelaar 6; Soppy 5.5 (36’st Success sv), Arslan 6 (40’st Samardzic sv), Walace 6 (36’st Jajalo sv), Makengo 5.5, Udogie 5.5; Beto 6.5, Deulofeu 6 (21’st Pussetto 5.5). A disposizione: Santurro, Piana, Nestorovski, Ianesi, Castagnaviz, Damiani, Cocetta, Pinzi. Allenatore: Cioffi

Arbitro: Giua di Olbia
Reti: 19’pt Dybala, 34’st McKennie
Note: ammoniti Arthur, Soppy, Cioffi, Zeegelaar.
TORINO
La Juventus batte l’Udinese all’Allianz Stadium per 2-0: un successo che permette agli uomini di Massimiliano Allegri di agganciare momentaneamente l’Atalanta (che però ha due gare in meno) al quarto posto). Per l’Udinese secondo ko consecutivo nonostante una prestazione dignitosa. Dopo una fase iniziale di poco spettacolo, è la prima verticalizzazione della serata a mandare in gol la Juventus: filtrante di Arthur per Kean che, spalle alla porta, fa la sponda di prima per Dybala, un paio di passi dentro l’area e sinistro imprendibile per Padelli. Nonostante il vantaggio, la Juventus fatica a imporre il suo gioco. Friulani ancora molto attivi in avvio di ripresa e Juventus in confusione, quasi incapace di mettere il naso fuori dalla propria metà campo. A togliere le castagne dal fuoco ci pensa però al 34’ la coppia De Sciglio-McKennie: il primo pennella un cross dalla sinistra, il secondo di testa infila di precisione.
Il caso Dybala. Dopo aver segnato, Dybala non ha esultato e, anzi, ha rivolto con aria perplessa un lungo sguardo alla tribuna dov’erano presenti i dirigenti bianconeri. Possibile segnale di malessere per un rinnovo contrattuale che non arriva (con l’Inter, il Tottenham e il Barcellona alla finestra). «La società ha deciso che se ne parlerà tra febbraio e marzo, ma sono successe cose di cui non voglio parlare», ha detto l’argentino al termine della partita, «non ho nulla da dimostrare a nessuno, sono a disposizione del mister e aspetto». E sullo sguardo verso la tribuna: «Cercavo un amico».
Angelo Caradonna