«Juve e Napoli in pole position per lo scudetto»

Pierpaolo Marino: «La vera lotta non sarà per il titolo, ma per andare in Champions»
La nuova serie A vista da Pierpaolo Marino, il 63enne (il prossimo 30 agosto) manager irpino alla finestra dopo l’esperienza all’Atalanta.
Direttore, la Juventus è ancora favorita per lo scudetto?
«Sì, ma la sensazione è che il gap con le altre si sia accorciato».
Perché la Juve ha perso qualcosa o perché si sono rinforzate le altre?
«Un po’ l’una e un po’ l’altra cosa. L’impressione è che i campioni d’Italia abbiano perso qualcosa da un punto di vista psicologico. Forse, ha meno convinzioni. Si è visto anche domenica sera nella finale della Supercoppa. Secondo me, la notte di Cardiff ha lasciato il segno. La squadra sembra avere meno certezze. Indipendentemente dalla partenza di Bonucci, perché, non dimentichiamolo, nella passata stagione senza il difensore è andata a vincere 3-0 a Oporto contro una squadra che non perdeva in casa da tanto tempo».
La sua griglia per lo scudetto?
«Metto la Juve e il Napoli davanti alle altre».
Parliamo del Napoli.
«Per la prima volta ha mantenuto tutti, non ha perso pezzi per strada. E ha inserito in rosa giocatori importanti, come Ounas e Mario Rui, ad esempio, che possono allungare la lista dei titolari. E poi, va ricordato, che il Napoli ha conquistato più punti di tutti nel girone di ritorno della passata stagione. Senza contare che Sarri ha un anno di esperienza in più che fa tanto ad alti livelli. Ripeto, per me il Napoli può lottare per lo scudetto fino alla fine».
La squadra che si è rinforzata di più?
«Il Milan in primis. Poi, vedo bene l’Inter che ha preso un tecnico bravo come Spalletti. Era già una buona squadra e ora ha aggiunto altre individualità. Spalletti può fare molto sotto l’aspetto motivazionale, rispetto all’anno scorso».
Diceva del Milan.
«Il nuovo corso di Fassone e Mirabelli mi è piaciuto perché ha rifondato. E’ stata una scelta coraggiosa e doverosa; con l’arrivo di Kalinic completa un ottimo lavoro».
I rossoneri lotteranno per lo scudetto?
«Sarà difficile compiere un salto di qualità del genere. Ma quest’anno il vero dramma non sarà vincere o meno lo scudetto. Il vero dramma sarà non entrare in Champions. Ci sono quattro posti a disposizione per cinque squadre: Juve e Napoli hanno qualcosa in più delle altre; poi ci sono tre squadre, le milanesi e la Roma, per due posti».
Qual è il colpo di mercato dell’estate?
«Non sono arrivati top player in Italia, ma giocatori di medio-alto livello. Secondo me, Douglas Costa della Juve può rivelarsi un gran colpo».
E Bonucci?
«Non penso che sia un giocatore che possa spostare gli equilibri, sono i bomber che fanno la differenza».
Al posto di Marotta lei avrebbe venduto Bonucci?
«Marotta non è uno stupido. Se ha deciso così, lo ha fatto non solo per una valutazione tecnica, ma per una questione di stimoli».
La Roma di Di Francesco?
«E’ un punto interrogativo, ma non per Eusebio, il cui valore è fuori discussione. Si è rinnovata molto, perdendo un uomo spogliatoio come Totti. Ha cambiato la guida tecnica, passando da un motivazionale e uno che lavora molto sulla tattica. E poi ci sono tanti volti nuovi, a partire dal ds straniero, Monchi. A livello di mercato, finora, non ho visto gente che possa spostare il valore della squadra. La Roma rischia di restare fuori dal discorso Champions».
La serie A è migliorata?
«Sì, sia da un punto di vista tecnico che di competitività. Siamo tornati a un campionato con cinque sorelle, non tre come negli ultimi anni. L’aumento dei posti in Champions e le nuove proprietà straniere (a Milano, ndr) hanno portato una ventata di novità e di entusiasmo. Ci sono stati degli investimenti, sarà un campionato interessante e di spessore tecnico».
La sorpresa?
«Può essere ancora l’Atalanta. A meno che non accusi più di tanto la partecipazione all’Europa League. E poi dico la Lazio, può dare fastidio alle cinque sorelle».
@roccocoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

