JUVE-INTER LO SPECCHIO DEL NOSTRO CALCIO
Si fa un gran parlare dello spettacolo offerto da Juventus-Inter, il big-match della serie A. Non è stata una bella partita sul piano del gioco, questo è pacifico. Ancora una volta ha vinto la...
Si fa un gran parlare dello spettacolo offerto da Juventus-Inter, il big-match della serie A. Non è stata una bella partita sul piano del gioco, questo è pacifico. Ancora una volta ha vinto la tattica sulla falsariga di Napoli-Juventus, decisa però dall’acuto di un campione, Higuain, che è invece mancato all’Allianz Stadium. Questo perché la strategia in Italia viene interpretata come un mezzo per sbarrare la strada agli avversari, non per cercare di batterli. Un concetto che risiede nella nostra cultura calcistica. Altrove si privilegia un’altra filosofia, quella che porta a cercare di imporsi. Da noi no. Non è un caso che nella nostra serie A, solitamente, vince lo scudetto chi prende meno gol. Proprio per questo motivo la capacità di sofferenza e di resistere agli assalti della Juve rappresenta una sorte di esame di laurea per l’Inter, l’unica squadra ancora imbattuta in A agevolata (anche) dal fatto di non fare le coppe europee in questa stagione. Gli stessi bianconeri possono dirsi soddisfatti, proprio perché non hanno subito gol per la quinta gara di fila e quei buchi nelle retrovie di inizio stagione sembrano aver trovato la toppa giusta. Juve-Inter non sarà stata all’altezza dei big-match di Premier e Liga, ma ha confermato che le due rivali hanno le carte in regola per lottare per lo scudetto fino alla fine. E comunque lo spettacolo lo fanno gli artisti, cioè i campioni. In Premier, in Liga e in Bundesliga circolano molti più soldi, indispensabili per assicurarsi quei giocatori in grado di alzare il livello tecnico. Fin quando il calcio italiano sarà condizionato dalle beghe di Palazzo, i margini di crescita saranno ingessati dai dispetti e dai veti incrociati.
Basta guardare al braccio di ferro tra il Coni e la Figc. Ricordate Malagò subito dopo le dimissioni di Tavecchio quando annunciava il commissariamento del calcio? Tempo qualche giorno e il primo dietrofront: “Se la Lega di A non eleggerà i propri vertici entro il 9 dicembre scatterà il commissariamento”. Il 9 dicembre è passato, la Lega di A non ha nominato presidente e ad, ma il commissariamento non scatterà per il semplice motivo che ci sono delle regole da rispettare. Basta conoscerle per evitare di evocare scenari che non esistono. Chiaro il concetto?
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