Juve rivuole la Supercoppa Milan, Higuain gioca e parte?

Bianconeri battuti dalla Lazio e dal Diavolo nelle ultime due edizioni. C’è Cancelo Chelsea pressa il Pipita. A Gedda accoglienza da re per CR7, ma Ibra lo attacca
GEDDA (ARABIA SAUDITA). Quasi due giorni dopo il Milan, ieri la Juventus è sbarcata a Gedda, con la ferma intenzione di portare a casa la Supercoppa italiana, il primo trofeo stagionale, sfuggito negli ultimi due anni rispettivamente proprio contro il Milan e la Lazio. Per la sfida di domani (ore 18.30) Massimiliano Allegri ha portato in Arabia Saudita 21 giocatori. Assenti, come previsto, i due infortunati Mandzukic e Benatia. Se in difesa, vista anche l'assenza di Barzagli, Allegri ha solo tre elementi a disposizione, il recupero di Cancelo e le buone sensazioni fornite da Spinazzola a Bologna in Coppa Italia allargano il ventaglio delle opzioni a disposizione dell'allenatore. Nonostante l'inizio di stagione praticamente perfetto, con 18 vittorie in 20 partite, considerando anche la Coppa Italia, e il ruolo di imbattuta sul fronte interno, contro il Milan si azzererà tutto. Una partita secca che, come spesso succede in questi casi, sfugge a ogni pronostico: «La finale è sempre una partita diversa», conferma Alex Sandro, «inoltre, è la seconda partita dopo la ripresa dell'attività agonistica, non siamo ancora al 100%». Nelle ultime quattro edizioni della Supercoppa, i bianconeri sono riusciti a vincere una sola volta, perdendo ogni volta che dall'altra parte della barricata hanno trovato il Milan, come nel 2016, o Higuain, come nel 2014 contro il Napoli.
Ibra contro CR7. A Gedda bagno di folla per Cristiano Ronaldo, richiestissimo dai tifosi per selfie e autografi. Ieri, a sorpresa, il fuoriclasse portoghese ha ricevuto le stoccate dell’ex juventino, ora ai Galaxy, Zlatan Ibrahimovic. «Andare alla Juve è per lui una nuova sfida? Cazz...», ha commentato Ibra. «Se cercava una sfida, sarebbe dovuto andare alla Juve qualche anno fa, quando era in B, per riportarla in serie A e farla tornare campione». Un attacco niente male da parte dello svedese che proprio nell'estate del 2006 lasciò la Juventus (retrocessa in B in seguito a Calciopoli) per trasferirsi all'Inter.
Qui Milan. Dopo il rigore sbagliato contro la Juventus a novembre Gonzalo Higuain «non è più lui», secondo chi lo conosce bene come Fabio Capello. E c'è il rischio che la squadra dell’argentino non sia più il Milan dopo la prossima sfida con i bianconeri. Rino Gattuso ha ammesso di non sapere cosa succederà dopo la Supercoppa. Il rebus si risolverà dopo Gedda. Il centravanti teme di non essere riscattato a giugno ed è tentato dall'idea di trasferirsi al Chelsea, ma per il Milan sarebbe non sarebbe il massimo perdere il giocatore individuato in estate come stella del nuovo corso, con due settimane di tempo per trovare un sostituto all'altezza. Piatek e Morata sono le possibili alternative, e in ogni caso il destino dell'attaccante è anche nelle mani della Juventus, che lo ha prestato con diritto di riscatto. Higuain è apparso tutt'altro che di buon umore davanti alle telecamere che riprendevano il suo arrivo in hotel, quasi innervosito per gli scatti dei fotografi, mentre sui social abbondavano i commenti sarcastici per la confezione di biscotti alla nutella malcelata dall'argentino nelle foto di gruppo con i compagni in aereo. Ieri macchine fotografiche e telecamere hanno invece immortalato un Higuain sorridente durante l'allenamento all'Ittihad Sports Center. Salvo sorprese, domani sarà ancora titolare al centro del tridente rossonero, con Paquetà che forse si è guadagnato la conferma da titolare e Cutrone pronto a entrare dalla panchina per dare la scossa. Alle restrizioni locali si è dovuta adeguare l'unica donna nella delegazione rossonera a Gedda, a cui è stato raccomandato, quando non è impegnata per lavoro, di indossare l'abaya, la tunica diffusa nei paesi musulmani che lascia scoperti solo mani, piedi e testa.

