Juve torna ciclone: ora è a -1 dal Napoli

Travolge il Bologna senza 4 titolari, Dybala entra nel finale
BOLOGNA. L'allenatore del Bologna Roberto Donadoni, alla vigilia della partita, aveva detto che per impensierire la Juventus i suoi avrebbero dovuto provare ad attaccare.
Solo un buon proposito, perché fin dal calcio d'inizio, com'era preventivabile, a dettare le regole sono stati proprio i bianconeri - per l'occasione con la seconda divisa gialloblù - chiudendo la pratica già a metà primo tempo. Troppo ghiotta l'occasione per la squadra di Allegri per cercare di scavalcare l'Inter e portarsi a un solo punto dal Napoli. E pazienza se alla causa mancavano Buffon, Chiellini, Howedes e Cuadrado, con Dybala lasciato anche stavolta in panchina.
Massimiliano Allegri non si nasconde e sottolinea che la sua squadra, come al solito, punta a vincere tutto. «Se spero più nel settimo scudetto o nella Champions? Non spero niente, credo che la Juve possa andare in fondo agli obiettivi. In Italia il campionato è più equilibrato rispetto agli anni scorsi, e noi cercheremo di arrivare in fondo e di dare la zampata vincente».
La Juve sembra essersi ritrovata, e infatti per Allegri «i ragazzi stanno facendo delle buone prestazioni: stiamo crescendo fisicamente e come compattezza di squadra. Abbiamo creato molto e non abbiamo concesso niente».
«Fino a questo momento, i numeri del campionato sono importanti», dice ancora il tecnico, «poi il Napoli e l'Inter stanno facendo numeri altrettanto importanti e per stare in alto non potevamo fare a meno di loro».
Ma di chi è il merito per questa compattezza ritrovata? «Di tutti, di quelli che giocano e di quelli che stanno in panchina. C'è grande disponibilità e poi la fase difensiva la devono farla tutti: abbiamo trovato una bella compattezza e i meriti sono dei ragazzi. La rosa è forte e stiamo lavorando bene per cercare di arrivare al massimo della condizione a marzo».
Poi, un esame generale della situazione. «In Champions sarà ancora più difficile arrivare in fondo», ammette Allegri, «molte squadre si sono rinforzate, come le inglesi». E per lo scudetto chi teme di più? «Della Roma si parla poco, ma io credo che sia migliorata. Ha giocatori di spessore e subisce pochissimo. È una delle candidate e sta proseguendo su quello fatto negli ultimi anni».
Sulla nuova esclusione del talento argentino dalla formazione iniziale della Juve. «Dybala ancora in panchina? È entrato bene. Devo fare delle scelte, ci sono momenti in cui ai giocatori non vengono le cose, non sono in ottime condizioni. Fortunatamente ho altri giocatori importanti e poi ogni tanto fare un po’ di panchina fa bene. Quando si va in panchina, ti girano un po’ le scatole. Ma va bene così, l'importante è che reagisca. Quando si è dentro una squadra devi togliere l'io e mettere dentro il noi. Le qualità di Paulo sono indiscutibili, a noi ci serve nelle migliori condizioni e sta ritrovando una buona condizione mentale e fisica. Lui non poteva tenere la media di inizio stagione, ma è sereno e lavora bene». Donadoni è comunque soddisfatto: «L’approccio è stato giustissimo, la Juve nel primo tempo era sopra di due gol ma non ha avuto sei occasioni, ha avuto un paio di circostanze e sono stati bravi a sfruttarle. Non era facile riuscire a contrastare la Juve, la valutazione della nostra partita non è assolutamente negativa: quando perdi 3-0 qualcosa di più puoi fare ma loro avevano una voglia e una determinazione che hanno fatto la differenza».

