Juve, un Douglas Costa in più

6 Maggio 2018

Il brasiliano entra nella ripresa e accende la capolista che ribalta il Bologna

TORINO. Per una notte, la Juventus è a +7 sul Napoli, a un passo dall'ennesimo scudetto. Toccherà alla squadra di Sarri, oggi (ore 15) contro il Torino al San Paolo, ritardare la festa dei bianconeri per il settimo titolo consecutivo che a questo punto non si vede come possa sfuggire. Ma i bianconeri hanno dovuto sudarselo il primo match-ball: all'Allianz sono andati sotto con il Bologna, per un gol su rigore di Verdi, e hanno chiuso il primo tempo tra qualche fischio e un po’ di apprensione dei loro tifosi. La paura della Juventus è durata un'ora e 4', fino a quando Khedira ha ribaltato il vantaggio del Bologna, nato per un'incomprensione tra Buffon e Rugani, costretto al fallo da rigore su Crisetig e punito con un'ammonizione che avrebbe potuto essere espulsione. E il pareggio era arrivato su un'autorete di De Maio, nel maldestro tentativo di spazzare l'area. Poi è arrivato il 3-1 di Dybala, che ha allontanato ogni altro fantasma. A rimettere in volo la Juventus è stato Douglas Costa, l'uomo più in forma. Con le sue fiammate la Juventus ha cambiato volto alla partita: ha firmato i due assist (e sono 12 in campionato) per Khedira e Dybala. Il Bologna a quel punto si è arreso: la sua parte l'ha fatta, pur avendo numerose seconde linee nella formazione. Con Pjanic e Mandzukic in tribuna, il bosniaco squalificato, il croato convalescente della ferita che gli ha procurato Vecino, Allegri ha varato un 3-5-1-1 con Rugani centrale nella difesa, Barzagli e Asamoah ai suo lati; Marchisio al posto di Pjanic, Dybala un pò dietro rispetto al più avanzato Higuain. Bologna per la gloria con il 3-5-2, la coppia d'attacco Verdi-Avenatti. I gruppi ultrà bianconeri in polemica con i prezzi per la trasferta di domenica all'Olimpico hanno capovolto gli striscioni, lasciandone dritto uno solo, diretto a chi aveva interpretato come un accenno di contestazione il blitz al centro di allenamento di Vinovo: «Incistare non è importante, è l'unica cosa che conta», versione corretta del celebre motto di Boniperti «Vincere non è importante, è l'unica cosa che conta».
Oggi la Juve può vincere lo scudetto solo se il Napoli perde in casa contro il Torino. Nel frattempo i bianconeri devono pensare alla finale di coppa Italia in programma mercoledì sera a Roma contro il Milan. L’obiettivo è conquistare la quarta coppa di seguito. Poi, la Juve tornerà a Torino per preparare un’altra trasferta, sempre a Roma, ma contro i giallorossi, domenica sera.
«Non è ancora fatta per lo scudetto», ha detto Massimiliano Allegri, «ma abbiamo fatto un grosso passo in avanti. La gara con il Bologna ce la siamo complicati da soli, ma nella ripresa abbiamo cambiato marcia anche grazie a Douglas Costa che è stato devastante».