Juve, vista 7° scudetto Il Napoli a fine corsa

7 Maggio 2018

Sarri: «De Laurentiis non contento? Ho la coscienza a posto»

NAPOLI. Lacrime e applausi di ringraziamento al San Paolo. Il Napoli si fa raggiungere sul 2-2 dal Torino dell’ex Mazzarri e lascia lo scudetto nelle mani della Juve. Per i bianconeri, infatti, il settimo titolo consecutivo, quello della leggenda, è praticamente cosa fatta: a due giornate dalla fine del campionato i punti di vantaggio della Juventus sul Napoli sono saliti a sei. E se gli scontri diretti sono in perfetta parità, 0-1 al San Paolo per la Juve e 0-1 allo Stadium per il Napoli, la differenza reti (+16) schiera i bianconeri in pole position per la vittoria finale. Solo una catastrofe potrebbe cambiare la storia. Ma domenica sera a Roma, alla Juve, basta un pari.
Quella dei partenopei è stata una resa che fa seguito a quella di Firenze. Grafico del rendimento in picchiata per una squadra che, nelle ultime settimane, sembra non avere più benzina nelle gambe.
Gli azzurri anche ieri sono apparsi stanchi e disorientati anche dalle frasi polemiche di De Laurentiis nei confronti di Sarri. E a fine gara si parla soltanto di quanto detto dal presidente azzurro. «Il popolo napoletano ti fa vivere delle cose che incidono in maniera pesante, non te ne andresti mai, ma c’è anche la paura che questo può finire, io voglio lasciare con questo amore reciproco con i napoletani», afferma Maurizio Sarri, che soppesa le opzioni che ha davanti da qui alla fine del campionato, quando dovrà decidere del suo futuro. Il tecnico del Napoli dice chiaro che «se si aprissero altri cicli nella squadra ci sarebbero momenti di qualche difficoltà. Abbiamo 11 giorni per decidere (dalla fine del campionato al 31 maggio, data-limite per liberarsi del contratto pagando la clausola, ndr), penso ancora al campo e alle partite perché forse sono pazzo ma voglio andare oltre 90 punti. Vediamo se il direttore e il presidente avranno chiara anche la situazione dei giocatori che prenderemo o dei giocatori che hanno una clausola, se verrà esercitata». Sarri si dice «pronto a incontrare De Laurentiis se mi chiama», e risponde anche alle accuse del patron sulla gestione della rosa: «Al presidente sarò grato in eterno perché mi ha fatto allenare la squadra per cui tifo da bambino. Poi ho fatto delle scelte per il bene della squadra e le ho fatte in buona fede. Se De Laurentiis non è contento mi dispiace, può sempre esercitare la sua opzione di uscita del contratto». Un messaggio di affetto, Sarri lo manda a fine gara anche a Marek Hamsik che gli ha chiesto di restare: «Vuol dire che se non resto lo porto via con me». Al di là del futuro del tecnico, il presente parla di un Napoli che ha perso lo scudetto. «Napoli», dice ancora Sarri, «è la città ideale per vincere, non credo alle pressioni. Ma ci sono situazioni contingenti che non ti fanno vincere, perché non siamo la società più ricca né la più potente d’Italia. Certi episodi possono spostare i valori: alla 35ª giornata se guardi le partite in contemporanea in pochi minuti passiamo dal sorpasso a finire sotto di 4 punti. Non siamo stati fortunati negli episodi, come gli infortuni di Ghoulam e Milik». Il tecnico del Torino Walter Mazzarri, a fine gara, si dice «soddisfatto del risultato che dà fiducia alla squadra e contribuisce a gettare le basi per il lavoro che dovremo fare per il prossimo anno», ma anche «del maggiore equilibrio che abbiamo dimostrato con questo modulo contro una squadra forte e superfisica come il Napoli». Il tecnico granata sperimenta per il Torino che costruirà in estate: «La classifica», spiega, «per noi non è così importante e per questo ho lasciato fuori Belotti e Iago Falque all’inizio».