Juventus, due minuti da scudetto

29 Aprile 2018

I bianconeri prima avanti e poi sotto: l’Inter (in dieci) sembra controllare la partita, ma crolla nel finale. Decide Higuain

MILANO. Dopo una partita thriller, la Juventus stende 3-2 l'Inter e a San Siro festeggia come se vedesse lo scudetto a un passo. Altrettanto vicino è stato il baratro, perché i nerazzurri, per un'ora in inferiorità numerica, hanno rimontato il gol di Douglas Costa (13') e sono stati in vantaggio fino al 40' della ripresa (gol di Icardi e autorete di Barzagli), dopo aver schiumato rabbia contro Orsato per una serie di decisioni discutibili. Ma alla fine Luciano Spalletti paga cara al 40' della ripresa la sostituzione di Mauro Icardi con Santon, che fa arretrare l'Inter e permette alla Juventus di sfondare due volte in due minuti dalle parti del terzino appena entrato in campo. Alla fine resta a -4 il Napoli (oggi alle 18 in campo a Firenze), e l'uomo partita è Gonzalo Higuain, in letargo praticamente per l'intera partita, rianimato anche dall'ingresso di Paulo Dybala, che ha servito gli assist decisivi per Cuadrado al 42' della ripresa e proprio per il centravanti connazionale al 44'. In un attimo cambia l'epilogo e l'Inter resta ancora fuori dalla zona Champions, alla fine di nuovo avvincente capitolo della lunga rivalità fra nerazzurri e bianconeri, con gli uomini di Spalletti che vanno vicini all'impresa di mandare in crisi quelli di Allegri, con attenzione tattica, ma, soprattutto, con gambe e testa, senza perdere la bussola dopo i cinque minuti devastanti in cui si concentrano il vantaggio di Douglas Costa (13') e l'espulsione di Vecino (18').
L'abbraccio fra Zhang Jr e Agnelli durante il riscaldamento rappresenta una delle poche scene amichevoli della serata. La sfida è infiammata come se non fossero passati venti anni dal celebre episodio Iuliano-Ronaldo, e oggi come allora in una sfida intensa e nervosa è protagonista l'arbitro. Orsato dopo nemmeno 20' finisce nel ciclone.
Al 13' il Var Valeri lo aiuta per convalidare il gol di Douglas Costa e un paio di minuti dopo lo richiama per correggere l'ammonizione con cui ha punito un'inutile entrata a martello di Vecino sullo stinco di Mandzukic, ferito vistosamente: l'espulsione (simile a quella del milanista Suso a Verona a dicembre) lascia i nerazzurri in 10 e accende la rabbia di Icardi e compagni. E al 28' scatta la panolada sugli spalti quando Orsato non giudica fallo una sospetta entrata di Pjanic, ammonito pochi istanti prima. Anche Barzagli rischia grosso su Icardi, ma Orsato non va oltre l'ammonizione e rischia l'errore anche al 50', quando convalida un gol di Matuidi, annullato poi dal Var per fuorigioco. Frenata forse dalle scorie, fisiche e mentali, dopo i ko con Real e Napoli, la Juventus non riesce di prendere possesso della gara, e per gran parte non paga la scelta di Allegri di piazzare Cuadrado terzino. Nella ripresa il 27° centro di di Icardi (7') e il pasticcio di Barzagli mandano in visibilio i 70mila interisti a San Siro, che vedono in campo la ferocia promessa da Spalletti.
Ma alla fine si prendono la scena Cuadrado e Higuain, ed esultano gli 8mila juventini per una vittoria che sa di scudetto. In due minuti la Juventus si rimette sul petto lo scudetto che i nerazzurri le avevano scucito fino al 2-1. Emozioni a non finire, altre tre partite ricche di pathos.
Paolo Cappelleri