Juventus-Napoli, è scontro totale

Il patron De Laurentiis minaccia di schierare la Primavera nel match del San Paolo. Il ds bianconero Paratici: parliamo del nulla
TORINO. Il giorno dopo la sconfitta nella semifinale d'andata di Coppa Italia contro la Juventus, è furia Napoli. È adirata la società, che dopo le improvvisate interviste del post partita del ds Giuntoli e di Pepe Reina ha ripreso il silenzio stampa. In particolare è infuriato il presidente De Laurentiis che da Hollywood, dove si trova per svolgere la sua attività di produttore cinematografico, ha fatto da regista alle dichiarazioni del post partita dei suoi tesserati. I rigori concessi alla Juventus e quello negato al Napoli non vanno giù a nessuno, tantomeno ai tifosi azzurri, a loro volta indignati anche per gli ormai consueti cori contro la città, con i soliti inviti al Vesuvio a sommergerla di lava, ascoltati anche martedì sera allo Juventus Stadium. Dal oltreoceano arrivano indiscrezioni su una rabbia tanto forte da parte di Aurelio De Laurentiis che il presidente starebbe addirittura valutando l'ipotesi di schierare la formazione Primavera nella partita di ritorno, in programma all'inizio di aprile allo stadio San Paolo. La società, per la verità, non ce l'ha soltanto con l'arbitro Valeri. A De Laurentiis non è piaciuta neppure la telecronaca della partita della Rai e soprattutto i commenti in studio che l'hanno seguita. Al termine del match era stato pubblicato sul profilo ufficiale del Calcio Napoli un tweet al vetriolo rivolto ai tifosi azzurri (“Se guardate le partite sulla Rai fatelo senza audio”). Dopo la risposta in diretta del conduttore Marco Mazzocchi («È inaccettabile un attacco ai nostri telecronisti. Lo possono fare i tifosi, non la società e se ne assumerà la responsabilità»), è arrivata ieri la replica dell'azienda con una nota di Rai Sport: «Rai Sport ritiene ineccepibile l'operato di Gianni Cerqueti e Roberto Rambaudi. Telecronista e commentatore tecnico hanno dimostrato competenza ed equilibrio. Ogni critica è strumentale».
A questa bufera non poteva sottrarsi la politica, con le istituzioni napoletane, primo fra tutti il sindaco Luigi De Magistris, pronte a scendere in campo per difendere squadra e città. «A Torino abbiamo subito un torto continuo», ha detto De Magistris, «una gara costellata e condizionata da ripetuti errori arbitrali; il tutto condito da cori vergognosi contro la città». Maurizio De Giovanni, scrittore di grande successo e tifoso del Napoli, in un intervista all'Ansa ha rincarato la dose: «L'arbitraggio incredibile di Valeri, i cori indecenti dei tifosi juventini contro Napoli, il trattamento riservatoci da Raisport: quante bastardate contro la mia città...».
In verità, ieri pomeriggio c’è stato un timido tentativo del club azzurro di spegnere le polemiche. In particolare Nicola Lombardo, direttore comunicazione del Napoli, intervenuto a Radio 24 in merito al "vergognoso" detto da Giuntoli a fine gara ha precisato: «Quel termine non è indirizzato agli arbitri, ma alle decisioni. Siamo in assoluto la società di calcio che interviene contro gli arbitri meno di tutti. Hanno sbagliato, ma sono bravissimi e questo lo pensiamo tutti».
Sull’altra sponda la Juventus respinge le accuse di favoritismi. «Gli episodi li lasciamo commentare agli altri», ha dichiarato il ds bianconero Fabio Paratici, «è stata una bella partita e basta. Stiamo parlando del niente. Anche a noi sono capitate situazioni a sfavore. A Monaco siamo usciti dalla Champions (l'anno scorso con il Bayern, ndr) con decisioni arbitrali contrarie, le abbiamo prese e abbiamo ricominciato». Pochi commenti a freddo, ma prima di lasciare lo 'Stadium', nella notte, Dybala non si era sottratto dall'addentrarsi nell'argomento più spinoso: «Quando c'è la Juventus in campo e ci fischiano un rigore a favore ci sono sempre polemiche», queste le parole dell’argentino, «quando invece non ce li fischiano, nessuno dice niente...».

