Kamna s’impone sull’Etna La maglia rosa va a Lopez

Il teatino Ciccone arriva con i migliori e pensa a domenica sul Blockhaus
Fa festa la Trek Segafredo di Giulio Ciccone che si veste di rosa con Juan Pedro Lopez e con il teatino che arriva con i migliori (13°) e manda messaggi importanti. Sull’Etna arrivano i primi verdetti: tappa a Lennard Kamna; Doumulin, Foss e Nibali alzano bandiera bianca, mentre Lopez va a coronare il suo sogno rosa. «Una grande emozione, ancora non ci credo. La maglia? La cosa più bella per un ciclista e ora voglio godermi questo momento. Io il primo spagnolo dopo Contador? Un nome incredibile, sono emozionato ma so che dovrò lavorare per Giulio e mi metterò a disposizione del nostro capitano». Da un Lopez che sorride a un Lopez che mastica amaro: Miguel Angel, capitano dell’Astana, dopo pochi chilometri è costretto al ritiro per un problema alla gamba sinistra e il Giro perde uno dei protagonisti. Dopo il giorno di riposo si riparte dalla Sicilia e ad Avola c’è tanto entusiasmo per i corridori e per una corsa che sa regalare emozioni. Qualche attimo di preoccupazione per le temperature rigide in quota, ma al pronti via l’atmosfera si scalda e ed è subito battaglia per entrare nella fuga di giornata. I migliori lasciano fare e al comando si forma un gruppo interessante con i vari Kamna, Taaramae, Lopez e Vansevenat che capiscono come l’occasione sia irripetibile per centrare tappa e maglia rosa. Quando i corridori transitano al traguardo sprint di Paternò a poco più di 35 chilometri dalla conclusione e inizia l’ascesa verso il Rifugio Sapienza è ufficiale che la tappa resti un discorso riservato ai fuggitivi. Oldani, compagno di Van der Poel che ieri è partito in maglia rosa, prova ad anticipare tutti e guadagna quasi un minuto sugli altri, ma quando le rampe verso il traguardo si fanno più impegnative ecco l’azione di Juan Pedro Lopez che saluta tutti e punta Oldani. Kamna capisce che deve reagire e si mette ad inseguire: per la tappa e la maglia rosa sarà una sfida tra loro due, mentre in gruppo si comincia a fare sul serio. Alle spalle di Dario Cataldo si vede un Giulio Ciccone pimpante, la Ineos con Narvaez decide di iniziare da lontano il forcing, ma è troppo lontano dall’arrivo e il capitano Carapaz fa rallentare il ritmo. Ciccone si incolla alla ruota del vincitore del Giro 2019 e quando inizia sempre con Narvaez il secondo forcing arrivano le prime vittime illustri. Sarà un Giro difficile per la Jumbo che ha dirottato al Tour i suoi uomini migliori (Roglic e Vingeegard): Doumulin e Foss perdono le ruote troppo presto e alzano bandiera bianca, a 5 chilometri dal traguardo anche Vincenzo Nibali si rialza e con lui Bauke Mollema. Ciccone sta benissimo e pedala alla ruota dei migliori, davanti a 2,5 chilometri dal traguardo Kamna riprende Lopez che dice qualcosa all’orecchio del corridore della Bora. «A te la tappa a me la maglia» possibile immaginare e, infatti, andrà proprio così, mentre Carapaz vince con disarmante facilità la volata dei migliori con Bardet, Almeida, Landa e Ciccone brillanti e con il super favorito Simon Yates a chiudere il gruppetto dei più bravi. L’Etna saluta il Giro, per i prossimi verdetti in montagna bisognerà attendere domenica con il Blockhaus e saranno sentenze vere. Ciccone (19° nella generale a 2’ 32”) sta bene e questa è una bellissima notizia e chissà che guardando la maglia del suo compagno Lopez non se ne innamori così tanto da andarsela a prendere per davvero. Quando? In Abruzzo sarebbe bellissimo ma «firmerei per la maglia rosa in qualunque giorno» ha detto Ciccone qualche giorno fa. Ed è impossibile non credergli. A proposito del Blockhaus: in attesa di note ufficiali da parte degli organi preposti, avanza l’ipotesi della chiusura delle strade nella giornata di domenica. Tifosi penalizzati, ma non sarà una decisione facile da prendere con tutti e tre i versanti d’accesso che saranno percorso gara.
Enrico Giancarli
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