Kanoutè delude, Machìn porta qualità

Memushaj si esalta, l’errore nell’azione del rigore macchia la prova di Perrotta. E lì davanti si salva solo Monachello
6,5 FIORILLO. La sua presenza tra i pali regala sicurezza ai compagni. Una sensazione confortata dai fatti perché svolge il lavoro di ordinaria amministrazione con serenità e concretezza. La fortuna lo bacia sulla fronte quando Mazzeo calcia il rigore sulla traversa, poi, al 33’, si esalta con una deviazione in angolo sul colpo di testa dello stesso attaccante.
6 Ciofani. L’ammonizione iniziale un po’ lo frena. Conferma quanto già si conosce: non è disinvolto in fase di spinta ma sa farsi valere nelle retrovie.
7 Gravillon. La palma del migliore va a questo francese originario della Guadalupa. La sensazione è che le qualità fisiche e atletiche siano ben abbinate con una forza mentale che potrebbe schiudergli anche le porte per una carriera prestigiosa. Lì dietro non si passa dalle sue parti. E poi sa farsi trovare al posto giusto nel momento giusto quando Memushaj gli offre un cross morbido con la palla che chiede solo di essere spinta in rete.
5,5 perrotta. Come rovinare una partita attenta e puntigliosa con un errore marchiano, quello che regala la palla a Mazzeo il quale poi aziona Galano travolto da Machìn. Buon per lui che Mazzeo abbia deciso di non approfittare del regalo. Ma certi errori vanno cancellati dal bagaglio di un difensore che per il resto si segnala per applicazione e forza fisica.
6 del grosso. L’esperienza lo guida per tutti i 90’, sia quando c’è da accelerare che da difendere. Spinge meno del solito, si dedica al lavoro di contenimento contro un Foggia che attacca molto sugli esterni.
6,5 memushaj. Incarna lo spirito operaio di questo Pescara. Si esalta nel pomeriggio di sofferenza quando il Foggia fa viaggiare palla in maniera disinvolta e c’è da rincorrere gli avversari. Sa farsi trovare pronto quando c’è da affondare i colpi e mettere un pallone d’oro sulla testa di Gravillon.
5 kanoutè. La delusione del pomeriggio, nemmeno il lontano parente del giocatore entrato in campo la settimana precedente a Brescia. Sbaglia tanto, anche i tempi di gioco. Tende a strafare e perde palloni importanti.
6,5 MACHìN (dal 6’ st). Con il suo ingresso il centrocampo trova maggiori certezze, anche perché quello con Memushaj e Brugman è il terzetto titolare nelle intenzioni di Pillon. Ha un buon impatto sulla gara, nonostante il fatto da rigore su Galano. Porta qualità in mezzo al campo senza disdegnare corsa e lotta fisica.
6 brugman. Parte mezzala e finisce in mezzo. Alti e bassi. Da interno sembra non sentirsi a proprio agio, tanto più che è spesso costretto a rincorrere i foggiani che si muovono in maniera armoniosa. Da regista mette a disposizione della squadra certezze consolidate nel tempo.
5,5 mancuso. Confinato a destra sulla fascia appare fuori dal vivo dell’azione. Un po’ sprecato. A Pillon l’onere di trovare una soluzione che valorizzi meglio le sue caratteristiche.
6 monachello. Centravanti di lotta. Magari non tira in porta, ma sa rendersi utile alla squadra.
5,5 capone. Alti e bassi, ancora incostante. Troppo evanescente.
5,5 antonucci (dal 12’ st). Leggermente meglio, ma non tanto da poterlo giudicare positivamente.
6 Ciofani. L’ammonizione iniziale un po’ lo frena. Conferma quanto già si conosce: non è disinvolto in fase di spinta ma sa farsi valere nelle retrovie.
7 Gravillon. La palma del migliore va a questo francese originario della Guadalupa. La sensazione è che le qualità fisiche e atletiche siano ben abbinate con una forza mentale che potrebbe schiudergli anche le porte per una carriera prestigiosa. Lì dietro non si passa dalle sue parti. E poi sa farsi trovare al posto giusto nel momento giusto quando Memushaj gli offre un cross morbido con la palla che chiede solo di essere spinta in rete.
5,5 perrotta. Come rovinare una partita attenta e puntigliosa con un errore marchiano, quello che regala la palla a Mazzeo il quale poi aziona Galano travolto da Machìn. Buon per lui che Mazzeo abbia deciso di non approfittare del regalo. Ma certi errori vanno cancellati dal bagaglio di un difensore che per il resto si segnala per applicazione e forza fisica.
6 del grosso. L’esperienza lo guida per tutti i 90’, sia quando c’è da accelerare che da difendere. Spinge meno del solito, si dedica al lavoro di contenimento contro un Foggia che attacca molto sugli esterni.
6,5 memushaj. Incarna lo spirito operaio di questo Pescara. Si esalta nel pomeriggio di sofferenza quando il Foggia fa viaggiare palla in maniera disinvolta e c’è da rincorrere gli avversari. Sa farsi trovare pronto quando c’è da affondare i colpi e mettere un pallone d’oro sulla testa di Gravillon.
5 kanoutè. La delusione del pomeriggio, nemmeno il lontano parente del giocatore entrato in campo la settimana precedente a Brescia. Sbaglia tanto, anche i tempi di gioco. Tende a strafare e perde palloni importanti.
6,5 MACHìN (dal 6’ st). Con il suo ingresso il centrocampo trova maggiori certezze, anche perché quello con Memushaj e Brugman è il terzetto titolare nelle intenzioni di Pillon. Ha un buon impatto sulla gara, nonostante il fatto da rigore su Galano. Porta qualità in mezzo al campo senza disdegnare corsa e lotta fisica.
6 brugman. Parte mezzala e finisce in mezzo. Alti e bassi. Da interno sembra non sentirsi a proprio agio, tanto più che è spesso costretto a rincorrere i foggiani che si muovono in maniera armoniosa. Da regista mette a disposizione della squadra certezze consolidate nel tempo.
5,5 mancuso. Confinato a destra sulla fascia appare fuori dal vivo dell’azione. Un po’ sprecato. A Pillon l’onere di trovare una soluzione che valorizzi meglio le sue caratteristiche.
6 monachello. Centravanti di lotta. Magari non tira in porta, ma sa rendersi utile alla squadra.
5,5 capone. Alti e bassi, ancora incostante. Troppo evanescente.
5,5 antonucci (dal 12’ st). Leggermente meglio, ma non tanto da poterlo giudicare positivamente.

