L’11 gennaio il processo all’Aquila e a Di Nicola

25 Novembre 2015

Calcioscommesse, fissata la data del dibattimento al Tribunale federale per il secondo filone d’inchiesta. I rossoblù rischiano altri punti di penalizzazione

PESCARA. E’ stata fissata la data del processo sportivo denominato Dirty Soccer 1: appuntamento a Roma per l’11 gennaio alle ore 9. Probabilmente, all’NH Hotel dove si sono già svolti i processi del calcioscommesse della scorsa estate. Davanti al Tribunale federale nazionale compariranno 29 club e 52 tesserati. Si tratta del secondo filone dell’inchiesta che fa capo a Dirty Soccer della procura antimafia di Catanzaro, il primo è stato giudicato la scorsa estate e il Teramo è stato tra i club che ha pagato di più. Tra le 27 partite incriminate anche due dello scorso campionato di serie B: Livorno-Brescia (4-2) del 24 gennaio 2015, Catania-Crotone (1-1) del 16 febbraio 2015. In entrambe, però, non sarebbero coinvolti i tesserati. Quindi, le società non rischiano penalizzazioni. Il grosso riguarda la Lega Pro e i dilettanti. Ci sono anche quattro partite dell’Aquila calcio della passata stagione: Santarcangelo-L’Aquila del 15 novembre, L’Aquila-Savona del 23 novembre, L’Aquila-Tuttocuoio del 25 marzo e L’Aquila-Santarcangelo del 29 marzo scorso. Tutte vinte dai rossoblù. Secondo l’ufficio del procuratore Palazzi, il regista delle presunte combine sarebbe Ercole Di Nicola, ex responsabile dell’area tecnica rossoblù, già inibito per gli altri processi della scorsa estate. Di Nicola, a vario titolo, sarebbe coinvolto in 12 delle 27 partite sotto inchiesta. Sono 15 i capi di imputazione – vanno dall’omessa denuncia all’illecito, passando per le scommesse – ripetuti per più gare incriminate. Ad esempio, nel caso di Livorno-Brescia gli viene imputato il fatto di non aver denunciato il presunto illecito; nel caso di Catania-Crotone si sarebbe mosso (senza successo) per cercare finanziatori al fine di poter combinare la partita. Sul 38enne dirigente di Morro d’Oro, la procura federale ha rovesciato tutte le accuse contenute nell’inchiesta Dirty Soccer. E’ andata persino oltre la Procura distrettuale antimafia di Catanzaro, trasformando anche i sospetti del pm calabrese in capi di imputazione. Se Di Nicola va incontro alla radiazione, L’Aquila potrebbe subire altri punti di penalizzazione. In parte cercherà di schivarli, mettendo sul piatto della bilancia il rapporto di collaborazione con l’ex responsabile dell’area tecnica formalmente interrotto nel febbraio del 2014. Ma i rossoblù possono comunque mettere in conto di perdere dei punti in classifica anche alla luce dell’esito dei processi della scorsa estate.

Nel corposo elenco dei deferiti c’è anche il direttore sportivo pescarese Armando Ortoli che ha lavorato nel Catanzaro (Lega Pro), e Luigi Condò, ex direttore sportivo del Barletta e in passato calciatore del Pescara, del Teramo e dell’Aquila.

@roccocoletti1

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