L’Abruzzo rende onore alla Francia

16 Luglio 2018

Sebastiani (Pescara): «Brava e fortunata». Colonnello: «Ha vinto la squadra più solida». Donatelli esalta Mbappè

PESCARA. Gli esperti hanno avuto ragione, i pronostici sono stati rispettati. La Francia, per la seconda volta nella sua storia, è campione del mondo, come vent'anni fa, quando anche in quella circostanza trovò la Croazia sulla sua strada, allora in semifinale. Il 4-2 di Mosca non ammette repliche, la supremazia transalpina - specialmente nella ripresa - ha fatto la differenza, facendo passare in secondo piano anche la papera di Lloris, che nel finale ha seriamente rischiato di riaprire una partita già chiusa. Tra calci piazzati e inserimenti di Paul Pogba gli addetti ai lavori ci avevano visto lungo nell'individuare, alla vigilia, alcune delle possibili chiavi tattiche della finale. Sempre loro, a fine partita, analizzano i 90 minuti più importanti che il calcio possa offrire. «La Francia merita di vincere il trofeo per il percorso fatto, ma il risultato della finale non rispecchia quanto visto in campo», dice il presidente del Pescara Daniele Sebastiani. «Ha trovato un paio di episodi fortunati, sia sull'autogol di Mandzukic, sia sul rigore di Perisic, che c'era ma senza Var nessuno l'avrebbe fischiato. Quello è stato l'episodio che ha fatto girare la partita, arrivato pochi minuti dopo il pareggio croato».
E poi guarda oltre: «E' stato un mondiale strano per noi italiani, speriamo che tra quattro anni possiamo tornare a tifare gli azzurri». Pensiero condiviso dal presidente del Teramo Luciano Campitelli: «Sarebbe bella una finale Italia-Francia nei prossimi mondiali, e batterli», esordisce sorridendo. Poi torna sulla partita di ieri: «Ha vinto la squadra migliore. La forza si vede anche quando vai avanti tre volte e fai quattro gol, come accaduto ai Bleus. Peccato per il rigore concesso alla Francia subito dopo il pari, ma c'era. Onore alla Croazia, capace di qualcosa di straordinario». Quindi è il presidente di Lega Pro Gabriele Gravina ad intervenire: «Non credo abbia vinto la squadra che ha fatto vedere le cose migliori, la Croazia si è fatta preferire. Ha vinto quella che ha avuto le migliori individualità, e tra Mbappè, Griezmann e Pogba i francesi sono messi meglio». Poi una riflessione: «Non dimentichiamoci che la Croazia è arrivata a questa finale passando dai play off, esattamente come l'Italia. Questo ci lascia un po' di amaro in bocca. Adesso bisogna lavorare non pensando a prossimi mondiali, ma a domani. C'è tanto da fare». Antonio Martorella aveva pronosticato la Croazia e nonostante il risultato non rinnega la sua idea nel commento: «Onore ai vincitori, che hanno meritato, ma per 80 minuti su 90 ho visto una Croazia superiore. La Francia», sostiene il presidente della Curi, «ha avuto la fortuna di arrivare all'appuntamento conservando più energie: sulla sua strada ha incontrato avversari non irresistibili o vittime di assenza importanti, come Cavani contro l'Uruguay. Quello francese è un organico molto giovane e può aprire un ciclo importante». Massimo Epifani aveva ipotizzato il canovaccio andato in scena al Luzhniki e a fine partita torna sulle sue parole: «E' andata come avevo previsto, con un predominio croato e una Francia con più frecce nel suo arco. Bisogna fare i complimenti ai balcanici per il cammino fatto, forse senza i vari supplementari giocati sarebbero arrivati alla fine con più birra in corpo. Ma chi vince ha sempre ragione e allora bisogna dire brava alla Francia». Tra tutti Paolo Rachini, allenatore del Francavilla, è stato quello che aveva immaginato nella maniera più corretta le possibili dinamiche della contesa: «Tra calci piazzati e l'inserimento di Pogba mi è andata bene», commenta con fare scherzoso. «Va detto che la Francia è riuscita a sfruttare al meglio le sua armi, mentre quelle croate sono risultate con le polveri bagnate. Modric e Rakitic non sono riusciti a replicare le loro migliori prestazioni, lo stesso Mandzukic è stato condizionato dello sfortunato autogol iniziale. Tutto sommato ritengo che il mondiale l'abbia vinto la squadra con maggiore qualità, complimenti alla Francia». Pierluigi Iervese parla di «un torneo all'insegna dell'equilibrio, dove la Francia ha meritato il successo, i croati la finale, ma la squadra che mi ha fatto vedere le cose migliori è stata il Belgio. E' stato premiato il calcio delle ripartenze dei transalpini rispetto alla ricerca del gioco di Dalic». Sulla questione Modric torna l'allenatore pescarese Marcello Donatelli: «Da un giocatore come lui è lecito attendersi di meglio. Tatticamente la Croazia si è fatta preferire», sostiene il secondo di Massimo Oddo, «ma le incertezze sulle palle inattive l'hanno penalizzata. Mbappè Pallone d'Oro? Non so se è ai livelli di Ronaldo e dei grandissimi, ma sono certo che per i prossimi dieci anni sarà protagonista assoluto del calcio mondiale». Anche Gianluca Colonnello rebde onore ai campioni del mondo: «Ha vinto la squadra più solida. Sono stati sotto solo 9 minuti in tutto il torneo, non è un caso. I suoi campioni hanno fatto la differenza, al contrario dei croati, forse schiacciati dal peso della responsabilità».
Infine Fabrizio Cammarata: «Gara emozionante, non è facile vedere sei gol in una finale dei Mondiali. Ha vinto la squadra più forte».
Adriano De Stephanis
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