L’Adriatico è blindato per l’ultima gara in casa

Da Ascoli 1.524 tifosi, massiccio il piano di sicurezza: presenti più di 300 uomini tra polizia e carabinieri. Cosmi: «Il Pescara non meritava di lottare per la salvezza»
PESCARA. Quasi 9mila spettatori previsti, di cui 1.524 tifosi in arrivo da Ascoli che verranno sistemati in curva Sud. La partita di oggi pomeriggio è stata classificata “ad alto rischio” e per questo motivo il servizio d’ordine sarà imponente. Saranno 330 gli uomini impiegati tra polizia e carabinieri, che garantiranno il servizio d’ordine.
A Pescara di passaggio, ma in qualche modo ha lasciato il segno, visto che è riuscito a salvare la squadra nel campionato 2014-2015, subentrando a Pasquale Marino. Serse Cosmi torna all’Adriatico da avversario, al timone dell’Ascoli, dopo l’ultima sfida contro i biancazzurri che risale a due anni fa, nella finale d’andata per la promozione in serie A. Il 5 giugno 2016 il Delfino strapazzò 2-0 il Trapani di Cosmi, che oggi all’Adriatico spera di non replicare quel risultato. «Il Pescara per lottare per la salvezza doveva impegnarsi e ci è quasi riuscito», ha evidenziato il tecnico ascolano. «I biancazzurri hanno una rosa nettamente superiore a questo obiettivo ed è chiaro che la gente quest’anno si aspettasse di più. I motivi di un rendimento inferiore alle attese non li conosco. All’Adriatico la mia squadra dovrà offrire una prestazione ricca d’orgoglio e forza. Sappiamo cosa ci giochiamo e dovremo essere bravi a subire in maniera positiva la pressione», ha detto l’esperto allenatore dell’Ascoli, che avrà il supporto di tanti tifosi al seguito. «Se 1.500 persone ti danno fiducia significa che devi fare il massimo per regalargli delle soddisfazioni. C’è poco da dire adesso perché ci sono tanti discorsi futili; mi aspetto solo di soffrire e morire sul campo. Abbiamo il bisogno di vivere per il risultato perché la priorità è mantenere la categoria, tutto il resto viene dopo. Dovremo vedere come finirà sugli altri campi ma pensando in primis solo al nostro risultato».
(l.d.m.)
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