L’amarcord di Ganci: quel gol un’emozione unica

L’attaccante segnò contro l’Hellas la rete della promozione in B: «Sarò all’Adriatico a tifare Pescara»
PESCARA. «Il Pescara deve dimenticare il risultato dell’andata e giocarsela a viso aperto, come ha fatto al Bentegodi». Massimo Ganci indica la strada per accedere alla finale play off. Domani sera l’eroe della promozione in B del Pescara nel 2010 sarà all’Adriatico per assistere alla semifinale di ritorno contro il Verona e, ovviamente, per tifare i biancazzurri. «Certo! Come potrei perdermi una sfida così?», afferma il 37enne attaccante milanese che spera di rivedere le stesse scene di nove anni fa, quando il suo gol meraviglioso riportò il Pescara tra i cadetti al termine dello spareggio contro il Verona. Nel 2010, nella finale di andata, il Delfino guidato da Eusebio Di Francesco pareggiò 2-2 in trasferta. Al vantaggio dei gialloblù siglato da Ciotola, risposero Ganci su rigore e Sansovini, poi ci fu il pari di Russo nel finale. Al ritorno una splendida conclusione dalla distanza di Ganci regalò la B al Delfino. «Ricordo quella rete come se l’avessi segnata ieri, quel pomeriggio resta uno dei momenti più belli della mia carriera», dice il bomber che ha militato per tanti anni in B (224 presenze con vari club tra cui Bari, Treviso, Monza e Frosinone e Piacenza).«Non importa la categoria, per me contano le emozioni e quelle con il Pescara rimangono indimenticabili. La città e i tifosi mi hanno dato tanto e sono felice di aver lasciato un bel ricordo. Quella promozione fu determinante per riportare in alto la società dopo il fallimento. Ora spero che la squadra di Pillon riesca a conquistare la finalissima. Il risultato dell’andata è simile a quello del 2010, per questo sostengo che non bisogna andare in campo pensando al pareggio. Al contrario, Brugman e compagni dovranno giocare per vincere senza condizionamenti di alcun tipo. Sarà una gara difficilissima e per continuare a sognare la serie A i biancazzurri non dovranno fare i calcoli. Mi auguro di rivedere lo stesso Pescara di mercoledì scorso: tosto, aggressivo, concentrato e per nulla timoroso. L’atteggiamento farà la differenza». L’exploit stagionale del Delfino ha come protagonista Bepi Pillon, un tecnico che era finito del dimenticatoio e dall’anno scorso si è rilanciato in riva all’Adriatico. «Pillon è stato ai margini per un po’, ma la sua carriera parla per lui. Ora ha di nuovo una grande opportunità e spero che riuscirà a sfruttarla: credo che sia l’uomo giusto al posto giusto. E poi al suo fianco c’è Pesoli, un giovane preparato che gli sta dando un aiuto prezioso».
Stasera il Benevento ospita il Cittadella e dopo il successo (2-1) al Tombolato i giallorossi sono i grandi favoriti per la promozione. «Conosco bene Bucchi, l’ho avuto come allenatore a Macerata e giocato con lui a Pescara. È un vincente, so come lavora e sulla carta ha qualche chance in più, ma le finali sono sempre imprevedibili. Se passerà il turno, il Delfino darà filo da torcere ai suoi avversari. A differenza di tanti opinionisti e addetti ai lavori», conclude la punta che nell’ultima stagione ha giocato fino a dicembre a Malta con l’Hamrun Spartans, poi si è trasferito al Crema in D, «ho sempre creduto nella squadra di Pillon. Non ho dubbi, il Pescara potrà arrivare fino in fondo». (t.g.)
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