L’Amatori cade nel finale, contestato l’arbitraggio

7 Gennaio 2019

La serie positiva (9 vittorie di fila) dei pescaresi si ferma a Bisceglie. Fatali gli ultimi secondi del match

BISCEGLIE. Si ferma a Bisceglie la lunga serie vincente dell’Amatori Pescara, dopo nove successi di fila. Una sconfitta che non intacca i diritti e le prerogative del secondo posto già legittimamente acquisiti da tempo, ma che chiude il girone di andata con una gara in chiaroscuro, giocata per metà in sostanziale equilibrio, poi una terza frazione poco lucida, ed un finale nel quale i ragazzi di Rajola in recupero hanno solo sfiorato il coronamento del decimo successo. Onore alla tenacia del Bisceglie, che si conferma di fascia alta, in una giornata in cui all’Amatori è mancato qualcosa sia nell’insieme (significative le 15 palle perse) sia nell’apporto dei singoli. Da apprezzare la reazione nell’ultimo quarto, segno di confermata vivacità caratteriale, ma forse c’è stato un passo indietro nella continuità di gioco nel corso dei 40 minuti, sulla quale tanto lavora il tecnico pescarese. Sul fronte pugliese Cantagalli e Rossi hanno contribuito maggiormente al successo finale, con utile aiuto anche se episodico da parte di tutti gli altri. Avvio infreddolito dalla bassa temperatura nel Paladolmen con i pescaresi che si fanno sentire con Capitanelli (da fuori) e Micevic, ma la prima frazione scorre tutta in equilibrio, e con un positivo innesto di Carpanzano dalla panchina. Primo tentativo di allungo per l’Amatori in avvio di secondo quarto (20-30 al 12’), ma a seguito di time out richiesto da coach Marinelli i padroni di casa recuoerano in tempi brevi (36-36 al 16’) con Rossi ed una schiacciata di Kushev. Il finale di frazione registra qualche errore di troppo tra i pescaresi ed il leggero vantaggio passa in mano pugliese (41-39 al 20’). Dopo la pausa lunga è il Bisceglie ad accelerare ed a porsi in vantaggio per tutta la terza frazione (59-47 con tripla di Smorto al 28’) contro un’Amatori poco lucida che cerca di recuperare qualcosa sul finire di quarto con Leonzio, ma al 30’ lo svantaggio è in doppia cifra (62-51). Nel quarto finale i pescaresi cercano di sfoderare quella determinazione fino a quel momento modesta, e con tenacia si procurano un graduale riavvicinamento con Carpanzano, Potì e Leonzio, contro le fiammate del solito Cantagalli. Nell’ultimo minuto, dapprima il pareggio di Serafini (73-73) e poi il sorpasso di Potì (73-75 a 28” dalla sirena) sembrano generare un recupero in extremis della partita, ma una palla persa in attacco su decisione arbitrale molto dubbia e contestata (fallo di piede) restituisce a Cantagalli la possibilità di segnare i tiri liberi vincenti. (t.p.)
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