L’Amatori va ko a Fabriano e scivola in quarta posizione

25 Marzo 2019

La prova dei pescaresi caratterizzata da basse percentuali al tiro e poca lucidità Coach Rajola: «Dobbiamo fare tutti un bagno di umiltà, il campionato non è finito»

FABRIANO. L’Amatori non supera l’esame Fabriano. Una sconfitta cocente, anche se maturata su un campo difficile, che, oltre a non consentire l’aggancio al Chieti, penalizza i pescaresi per il riaggancio in classifica da parte dei marchigiani, che ora sono in vantaggio nella differenza canestri negli scontri diretti. E così, a quattro giornate dalla fine, nella volata per una buona posizione nei play off, i ragazzi di Rajola scendono al quarto posto. A Fabriano da un lato si è sciupato troppo in attacco, cercando a volte soluzioni forzate e poco lucide, dall’altro la determinazione non è stata ottimale, con diversi giocatori in chiaroscuro nonostante le numerose rotazioni che il tecnico pescarese ha messo in campo con l’intento di raddrizzare la gara.
La squadra di Fantozzi ha condotto fin dall’inizio, equilibrando le conclusioni dalle diverse posizioni del campo e puntando su una difesa attenta alle maggiori potenzialità offensive degli avversari; è riuscita poi ad accelerare nel finale quando ci si attendeva una corposa reazione degli avversari, giocando con una maggiore razionalità sull’asse Paparella, Dri, Gatti. Un solo punto di contatto, nel punteggio, al 37’ quando sembravano riaccese le polveri di Leonzio, ma è bastato poco per far riprendere poi alla gara l’inerzia iniziale, con i padroni di casa sempre in vantaggio, non consistente ma costante. A conti fatti, Gay ha meritato un po’ più degli altri, mentre la creatività del gioco è stata per lunghi tratti assente, e la manovra spesso si è andata ad infrangere in improbabili ingorghi sotto canestro avversario. È contratta già dall’inizio la manovra dei pescaresi, poco precisi in attacco e, sotto il proprio canestro, destinati a subire le combinazioni offensive dei locali in favore di Morgillo. Rajola nella prima frazione prova con tutte le rotazioni con l’intento di migliorare la produttività offensiva, ma sono i locali a tentare un primo allungo (19-12 al 10’). La difesa a zona imbriglia meglio, temporaneamente, l’offensiva dei marchigiani, ma il recupero non arriva, nonostante Gay, con un gioco d’attacco caratterizzato da troppe forzature individuali. La prima tripla di Leonzio al 19’ procura un riavvicinamento (28-25) ma gli errori dal tiro ravvicinato sono ancora troppi. Il pareggio viene raggiunto al 34’ (37-37) grazie alla buona vena con cui Leonzio e Capitanelli rientrano in campo dopo la pausa lunga. Ma nel giro di un paio di azioni le triple di Dri e Paparella riportano avanti i marchigiani (44-37 al 26’) nonostante patiscano gli errori ed i falli di Bryan. Pescara continua a stentare in attacco, accantona Capitanelli con 4 falli, e così Paparella con una tripla sulla terza sirena ripristina un vantaggio interessante (53-45 al 30’) per la frazione finale. Ma il recupero pescarese nell’ultima frazione non arriva, anzi; orchestati dal solito Paparella, da Dri e da un buon Monacelli i marchigiani irrobustiscono subito il vantaggio, portandolo oltre lo scarto patito all’andata, e lo tutelano senza troppi affanni, contro un’Amatori che ha giocato più sull’istinto individuale che non sulla razionalità, senza riuscire nel riaggancio. Ovviamente molto contrariato coach Rajola a fine gara: «Tirando con queste percentuali non si può certo credere di poter vincere, ma a questo punto dobbiamo tutti fare un grande bagno di umiltà, perché il campionato non è finito a Natale scorso. E dobbiamo ricordarci che si vince e si perde giocando insieme; forzando il gioco individuale non si va da nessuna parte». (t.p.)
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