L’Amicacci si gode la Supercoppa Marchionni: «Un trionfo storico»

GIULIANOVA . Grandi i festeggiamenti in casa dell’Amicacci Abruzzo di Giulianova per la Supercoppa appena conquistata passando sul campo della Briantea84 Cantù che la vinceva da cinque edizioni. Un...
GIULIANOVA . Grandi i festeggiamenti in casa dell’Amicacci Abruzzo di Giulianova per la Supercoppa appena conquistata passando sul campo della Briantea84 Cantù che la vinceva da cinque edizioni. Un successo che va a coronare una storia lunga 40 anni nata grazie alla passione del patron Peppino Marchionni, del presidente Edoardo D’Angelo e di tutto lo staff. Un successo che parla abruzzese: ha radici pescaresi l’allenatore dei giallorossi Carlo Di Giusto, che lo è anche della nazionale italiana, è giuliese purosangue il capitano Galliano Marchionni, uno che in carriera havinto tutto. Ma è lui stesso il primo ad ammettere che questo successo ha un sapore particolare: «È vero, non c’è niente da fare. Qui ho le mie radici, in questo club che è stato creato da mio padre sono cresciuto, qui sono tornato dopo aver vinto scudetti e coppe». L’aver alzato il primo trofeo italiano, dopo due coppe europee quasi dieci anni fa, dev’essere stato entusiasmante: «Mi vengono i brividi solo a ripensarci. So quanta fatica ha fatto questo club per rimanere ad alti livelli, conosco i sacrifici e soprattutto i volti delle persone che ci supportano. Con questo trofeo che mancava nella nostra bacheca li abbiamo finalmente ripagati, e devo dire la verità, averlo vinto sul campo di Cantù ha aggiunto un pizzico di sapore in più». Era la terza finale tra le due squadre, con i canturini che avevano in precedenza avuto la meglio sia per lo scudetto che in coppa Italia: «Forse meritavamo di più in quelle finali, stavolta forse inaspettatamente l’abbiamo portata a casa». Chiama a raccolta i tifosi il capitano: «Invito tutti a venire a sostenerci: siamo una squadra rinnovata e giovane, forse ci vorrà del tempo ma sono sicuro che per la lotta per lo scudetto ci saremo anche noi». Coach Di Giusto guarda al futuro: «Ci godiamo qualche giorno di riposo per ricominciare il 7 gennaio contro Varese e poi due impegni in casa contro Bergamo e Porto Torres. Agli inizi di febbraio andremo poi a Bilbao per le qualificazioni di Coppa dei Campioni, prima di iniziare la seconda fase del campionato: probabilmente potremmo finire terzi nel nostro girone, ed affrontare Padova».
Marco Rapone

