L’annuncio di Lorenzetti «Lascio il rugby giocato»
Dall’esordio con la Conad allenata da papà Umberto ai trionfi con la Gran Sasso Sarà tecnico Fir con l’under 14 di Colella. Sul fronte del club Anibaldi cerca soci
L’AQUILA. L’Unione Rugby L’Aquila giocherà ancora nel campionato di serie A, ma sono tanti i nodi da sciogliere prima dell’inizio della prossima stagione.
È in atto una verifica sull’assetto societario: considerati i rapporti non sempre facili tra Polisportiva, Gran Sasso, L’Aquila Neroverde e Vecchie Fiamme, non è esclusa una separazione anticipata, in virtù dello statuto societario che prevede l’unanimità dei voti per questa eventualità. Da valutare anche nuovi ingressi di imprenditori aquilani, con il presidente Pierfrancesco Anibaldi, che ha in agenda nei prossimi giorni alcuni incontri. Saranno poi definiti i programmi e avviata la costruzione di staff tecnico e squadra, che può contare su una buona base di giovani aquilani. Qualche giocatore esperto però non ci sarà, come Riccardo Lorenzetti, deciso ad appendere le scarpette al chiodo.
«Ho preso la decisione di smettere di giocare per dedicare più tempo al nuovo percorso da allenatore», conferma il centro-apertura, classe 1986, esempio di correttezza ed educazione, «per trasmettere ai ragazzi il mio vissuto da rugbista, aiutandoli nel percorso di crescita». Impegni di lavoro, da tecnico e familiari ne hanno condizionato l’impiego quest'anno con la maglia neroverde. «Sono felice dell’approccio alla serie A dei tanti giovani», continua Lorenzetti che con L’Aquila ha collezionato 90 presenze in campionato, con 9 mete realizzate. «Il futuro è incerto, al momento, legato al progetto societario, ma ci sono tanti ragazzi interessanti su cui puntare».
Si conclude quindi una lunga carriera, iniziata il 19 febbraio 2005 allo stadio Fattori in Coppa Italia, con la Conad L’Aquila allenata da papà Umberto, contro il Casinò di Venezia e proseguita, dopo una breve parentesi nel 2005 alla Lazio, con L’Aquila fino al 2014, prima dell’approdo alla Gran Sasso, con cui ha disputato 4 stagioni in serie A. «È stato un bel percorso con tanti momenti da ricordare», dice Lorenzetti, che nel 2015 ha conseguito la laurea in Scienze politiche, Relazioni internazionali all’Università di Teramo. «Tra questi, l’esordio in prima squadra, al Fattori, con la maglia della mia città. Un sogno che si avverava. Ho avuto poi la fortuna di allenarmi con campioni che hanno favorito la mia crescita sportiva, come Di Bernardo, Acuna, Legora, Crichton, Fraser, Randle e i tanti aquilani tra i quali Giuliano Rossi, Antonello Comperti, Danilo Carpente, Franceso Hostiè. Ricorderò sempre, poi, il 2009 e il terribile sisma che ha sconvolto L’Aquila, che ha creato emotivamente un forte legame tra i giocatori, con Maurizio Zaffiri che ha dimostrato di essere un esempio come capitano. Ringrazio mio padre Umberto, per avermi formato dal punto di vista morale, caratteriale e sportivo, e i tecnici Mascioletti e Di Marco, per aver contribuito in maniera significativa alla mia crescita sportiva».
La conoscenza del rugby e dei giovani gli hanno consentito di entrare nello staff tecnico federale abruzzese, diretto da Antonio Colella, con l'incarico di tecnico regionale Under 14. «L’Under 10, 12 e 14 sono fondamentali per la formazione dei ragazzi», conclude Lorenzetti, «sono età importantissime per i ragazzi, che devono apprendere i princìpi del gioco, prima di specializzarsi. Il nostro livello è buono, ma i club devono lavorare bene sui ragazzi, per un futuro migliore del rugby abruzzese». Nell'andata delle semifinali promozione di serie A i Lyons Piacenza hanno battuto 45-12 l'Accademia Fir, che schierava gli abruzzesi Angelo Maurizi e Riccardo Capone (autore di una meta), mentre la Capitolina ha vinto 20-19 sul Colorno.
Tommaso Cantalini
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