L’Aquila batte il Delfino FP Micciché fa la differenza

I rossoblù neutralizzano le offensive degli ospiti e vanno due volte a segno E il bomber dedica il primo gol all’amico Gianmarco Degni morto sul Velino
L’AQUILA. Sono passati quasi sette mesi dall’ultima gara giocata, eppure in casa L’Aquila non sembra essere cambiato molto. I rossoblù vincono, non subiscono gol e Micciché risulta decisivo, praticamente uno scenario non molto diverso da quello apparso nelle prime sette gare del vecchio campionato di Eccellenza a venti. Nella prima giornata di questo nuovo mini torneo, al club del capoluogo abruzzese sono bastati due gol per imporsi sul Delfino Flacco Porto. Dopo il lungo periodo di pausa bisognava verificare la forma fisica dei giocatori e dal quel punto di vista il tecnico aquilano ha avuto segnali incoraggianti. Come era logico pensare, i padroni di casa hanno fatto la gara con il solito fraseggio che contraddistingue da diversi anni L’Aquila di Cappellacci, con i pescaresi che cercavano di insediare gli avversari in contropiede. Difesa rocciosa quella locale, con Altares che è tornato a fare coppia con Venneri riuscendo a neutralizzare le offensive degli ospiti. Zanon nel ruolo di regista, mentre in avanti Pellecchia è stato preferito a Maisto nel tridente con Miccichè (falso nove) e Di Paolo. Buono il primo tempo della formazione ospite che ha provato a pungere con Gobbo, Petre e Falco, tuttavia senza riuscire a impensierire la porta difesa da Dalmasso. Un gol per tempo basta al solito Micciché per risultare decisivo, un po’ come era solito fare prima della sospensione dei campionati. Tra il 14’ e il 19’ gli aquilani creano diverse azioni pericolose grazie a Pellecchia, sfiorando più di una volta il gol, ma gli adriatici sono sempre riusciti a cavarsela. Il vantaggio al 37’, con un calcio rigore fischiato per un tocco di mano in area di Marzucco, su un cross di Cipriani. Micciché con un tiro centrale spiazza Calore. L’attaccante dedica il gol a Gianmarco Degni, lo studente deceduto con altri i tre amici durante un’escursione sul Velino. Il Delfino a 5 minuti dal duplice fischio protesta per un mancato calcio di rigore, a causa di un fallo in area subito da Gobbo. Miccicché raddoppia al 25’ della ripresa servito dalla sinistra da Cipriani, con un mancino che si insacca alle spalle di Calore. Non è cambiato molto rispetto a ottobre, neanche in conferenza stampa con il tecnico in seconda Andrea Sciarra a parlare al posto di mister Cappellacci. Sciarra comunque soddisfatto: «Abbiamo fatto a nostro avviso una buona partita e con un grande inizio, peccato aver perso Moscianese per un problema muscolare. Nei primi 20’ abbiamo creato grosse occasioni da gol, pur rischiando qualcosa. Di fronte c’era una squadra che aveva fatto gli stessi punti nostri nel primo campionato e che vive di entusiasmo: la temevamo molto e i tre punti erano vitali. Gli ultimi dieci minuti non ci sono piaciuti». Per il tecnico del Delfino FP, Guglielmo Bonati, «c’è una differenza da un punto di vista tecnico e numerico tra noi e L’Aquila. Non siamo stati in grado di finalizzare le occasioni che gli avversari ci hanno concesso, ma il nostro primo tempo è stato eccezionale. Uscivamo in maniera ordinata e salivamo compatti. Quanto ai rigori quello concesso all’Aquila non lo commento perché ero lontano, a noi invece è stato negato un rigore netto. Un episodio che magari avrebbe potuto cambiare la partita».
Pierluigi Trombetta
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