L’Aquila, brutto scivolone nel pantano di Carrara

6 Marzo 2016

Il vantaggio di Sandomenico illude i rossoblù, poi arriva la rimonta dei toscani Maccarrone espulso nel finale per fallo da ultimo uomo, Dettori sbaglia il rigore

CARRARA. C'è il rimpianto per aver gettato alle ortiche una clamorosa occasione per dar seguito allo strepitoso momento di forma. L’Aquila esce così sconfitta da Carrara. I rossoblù lasciano il primo tempo ai padroni di casa, tanto che a tratti è sembrato che i tanti punti di differenza ci fossero sempre stati, pur senza la penalizzazione che ha rovinato la squadra di Perrone. La Carrarese ha saputo ribaltare il risultato, interrompendo così la striscia di sei risultati utili consecutivi che aveva lasciato molto più di una semplice speranza nelle ultime settimane in casa rossoblù. Sono stati fatali due calci piazzati, due beffe arrivate nel giro di pochissimi minuti, dopo che Sandomenico era riuscito a fare quel che gli sta riuscendo meglio in questo campionato: segnare e portare punti alla sua squadra. Che stavolta però s'arrende, si lascia rimontare senza opporre resistenza, quando avrebbe potuto sfruttare un campo ai limiti del praticabile per gestire lo 0-1 arrivato da un guizzo di Sandomenico, dal suo taglio che Perna ha visto e premiato coi tempi giusti (16'). Poi però è successo quel che si era già visto nel primo quarto d'ora.

La Carrarese ha fatto la partita, L'Aquila l'ha lasciata sfogare ed è stata punita da un calcio di punizione e da un corner. La complicità degli ospiti però è stata evidente: sui blocchi che hanno portato al pareggio di Gherardi, nessuno ha seguito l'attaccante (26'). In chiusura di primo tempo invece, da una scivolata di Maccarrone che non ha più ripreso il suo diretto avversario Barlocco, è nato il corner che poi Cais ha trasformato in gol.

Anche qui però, la difesa non s'è comportata bene, anzi: c'è stato uno scambio nei pressi della lunetta, poi Dettori ha trovato Cais che senza problemi ha anticipato un Cosentini apparso totalmente fuori gara. Tre gol in 45', un bottino non affatto male viste quelle che erano le previsioni (non solo meteo): l'arbitro Fiorini aveva svolto un sopralluogo per testare le condizioni di un terreno di gioco che s'era ritrovato improvvisamente inzuppato d'acqua, per un temporale scatenato due ore prima del fischio d'inizio.

C'era totale praticabilità solo nelle zone centrali del campo, sulle fasce la troppa acqua lasciava presagire uno scarso spettacolo. Anche se qualche sprazzo di bel gioco c'è stato e l'ha saputo dare anche L'Aquila, che con le verticalizzazioni s'è resa pericolosa, senza però trovare in Perna l'istinto decisivo per tornare in vantaggio (28'). Nella ripresa si sono potute apprezzare molte più giocate da parte dell'Aquila. Che è tornata in campo con un piglio diverso: non è servito, però, l'arrembaggio, la solita girandola di cambi con la quale Perrone ha costretto il collega Remondina a difendersi a 5. Lagomarsini non ha sbagliato un intervento, L'Aquila sì: troppe occasioni sciupate, c'è stato poi il disastroso rigore di Dettori a lasciare un pizzico di speranza (37'). L'inferiorità numerica (rosso a Maccarrone) in occasione del fallo sommata alla stanchezza ha condannato L'Aquila al kappaò che la lascia intrappolata nella zona rossa.

Simone Restifo