L’Aquila, c’è l’aumento di capitale

Varata la manovra da 600mila euro, confermate le quote sottoscritte: Iannini per ora non entra
L’AQUILA. Quote rimaste invariate e aumento di capitale di 600mila euro. È quanto messo nero su bianco davanti al notaio Trecco nel tardo pomeriggio di ieri dai soci dell’Aquila Calcio 1927, presenti per l’86% delle quote. Un primo passo per buttarsi alle spalle l’amara retrocessione in serie D dopo sei stagioni tra i professionisti e restituire fiducia alla città che, al momento, sembra averla persa. Come si intuiva alla vigilia Davide Iannini, figlio dell’imprenditore Eliseo, non è entrato nella ripartizione delle quote, ma la porta rossoblù non è chiusa neanche per sponsorizzazioni, anzi come dichiarato a caldo dal presidente Corrado Chiodi: «Iannini ha tutto il tempo per entrare come sponsor tra cinque giorni, una settimana, quindici giorni. Il portone non è affatto chiuso. In questo momento sta facendo altro ma noi siamo qui se vuole dare il suo contributo».
L’assemblea dal notaio Trecco, prevista per le 19 si è conclusa in un’ora scarsa, e come stabilito i soci più grandi hanno il 20% (Chiodi e Mancini) e gli altri si sono divisi il resto. Sulla ripartizione di quote nel dettaglio il presidente Chiodi ha preferito non entrare nel merito ma i membri del Cda sono rimasti Massimo Mancini, Stefano Cipriani, Antonio Brunamonti, Giuseppe Mililli, Stefano Valentini, Fabrizio Rossi e Fabio Baldassarra.
Nessuno dei soci della passata stagione si è tirato indietro, cosa assai temuta dai tifosi e dalla città dopo la retrocessione, ed è stato ribadito l’impegno economico. «L’aumento di capitale di 600mila euro è importante», ha sottolineato Chiodi per mandare un messaggio positivo alla città, «si tratta di un segnale forte per un progetto futuro nel quale siamo sempre stati e saremo sempre più presenti».
L’aumento di capitale, come sottolineato da una nota del club arrivata al termine dell’assemblea «si è deliberato con piena soddisfazione del collegio sindacale e dell’amministratore unico Ranucci. La forma adottata consente comunque l’ingresso di nuovi soci nel sodalizio».
Eventuali nuovi soci che sarebbero ben accetti anche perché il dietrofront di Iannini a poche ore dalla firma ha indubbiamente rappresentato un’occasione economica sfumata. Ora, messo tutto nero su bianco, si continuerà a plasmare L’Aquila Calcio e non sono esclusi cambi di ruoli all’interno dell’organigramma.
«È ancora presto per parlare di cariche», ha spiegato Chiodi, «prima di fine mese ci rivedremo con i soci e possiamo già dire che programmeremo una riunione a settimana anche per valutare l’aspetto tecnico».
Archiviata la questione della ricapitalizzazione, infatti, c’è da perseguire la strada del ripescaggio, in cui lo stesso presidente crede e si dice fiducioso nonostante i punti di penalizzazione per calcioscommesse, e accelerare sull’allestimento della rosa.
Alessia Lombardo
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