L’Aquila club attende l’ok all’iscrizione

Il nuovo sodalizio deve ricevere il nulla osta della federazione per l’ammissione alla massima serie nazionale
L’AQUILA. Una poltrona per due. L’Aquila 1936 e L’Aquila club procederanno entrambe alla richiesta d’iscrizione al massimo campionato italiano entro il 10 luglio, ma solo una riceverà il nulla osta dalla Federazione. La società cedente e quella che ha acquisito il titolo sportivo, dovranno infatti rispettare una serie di dettami previsti dall’articolo 4 del regolamento organico Fir, per poi consentire al Consiglio federale di approvare definitivamente la cessione del titolo stesso. Operazioni simili sono state realizzate nel recente passato dei neroverdi, ma dal 2013 le regole sono cambiate, soprattutto a tutela dei tesserati. Il primo precedente risale al luglio 2006, con il passaggio dalla Polisportiva L’Aquila (che oggi cura il settore giovanile) alla 1936, mentre nel giugno 2009, dopo la finale persa contro i Cavalieri Prato, L’Aquila fu ripescata nel Super 10, anche grazie al titolo sportivo della Capitolina Roma che rinunciò all’iscrizione.
Tutto fermo, o quasi, nella costruzione della squadra e nell’affidamento della sua guida tecnica. L’idea rimane quella di ripartire dagli allenatori e dal gruppo che hanno conquistato la promozione, magari rinforzando l’organico, utilizzando la possibilità di tesserare quattro extracomunitari. Anche se illimitato il numero dei comunitari tesserabili, sarà importante la presenza degli italiani, considerato che 18 su 22 o 19 su 23 sarà il numero minimo di giocatori di formazione italiana da inserire nella lista gara. Il reparto degli avanti dovrebbe comunque ritrovare l’esperienza di Dario Subrizi, che ha ancora un anno di contratto. «Scelta rischiosa, ma inevitabile». Commenta così la svolta societaria, con la consueta sincerità, l’esperto avanti nativo di Avezzano classe 1981. «Per far avvicinare persone nuove e rifondare la società bisognava ripartire da zero. È fondamentale dare nuovo lustro a un sodalizio che rappresenta una città che vive di rugby». Positivo il giudizio sul presidente della nuova società, che lo scorso anno ha rivestito il ruolo di ds nella 1936. «Mauro Zaffiri è una persona seria, che in un anno difficile è sempre stato vicino alla squadra. È stato bravo a mantenere tutti uniti, anche con sacrifici personali. È la persona giusta». Subrizi, pilone-tallonatore voluto all’Aquila da Massimo Mascioletti, non ha giocato la finale, ma ha collezionato nell’ultima stagione 18 presenze, per complessive 89 con la maglia neroverde. «Nonostante tutto la finale di Parma è stata la giornata più bella della mia carriera», afferma. «Prima del match ho consegnato le maglie ai miei compagni che dovevano scendere in campo, poi li ho seguiti a lato della panchina e in ogni mischia c’ero anch’io a spingere con la prima linea». Legatissimo all’Aquila (sposerà il 27 luglio la fidanzata Eleonora), ha rifiutato in passato proposte da Edimburgo, Prato e Capitolina ed è diventato uno dei beniamini dei tifosi, che nei minuti conclusivi della finale hanno esposto uno striscione inneggiante al suo nome. «Mi sono davvero emozionato quando l’ho visto sulle gradinate. Voglio ringraziare ancora Agostino Ciccarella e Ivo Pagliari e tutti gli amici dell’Associazione Corolo Preturese (ideatori anche di un progetto di sostegno strutturato chiamato crowdfunding con la costituzione di un albo dei grandi tifosi) per il grande affetto che mi hanno dimostrato, in un giorno così speciale».
Tommaso Cantalini
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