L’Aquila da applausi Ascoli va al tappeto

Virdis, Sandomenico e Djuric a segno, la vetta a - 2
L’AQUILA. Cala un semplice tris all’Ascoli, che vale, però, come una scala reale di cuori. Come quelli dei tifosi, che battono all’unisono, sotto la pioggia, per un pomeriggio di festa atteso da troppo tempo al Fattori. Oltre 3600 presenze, 1200 circa gli ascolani nel settore Distinti, con tanto di...puntellamento della recinzione messo apposta per la grande occasione. L’Aquila che surclassa la capolista del girone B di Lega Pro fa capire che al tavolo delle grandi vuole – e può – sedersi a pieno titolo. Tra l’usato sicuro (Sandomenico, ottavo centro stagionale) e il nuovo di alta gamma (Virdis e Djuric, entrambi a segno e autori di ottime prestazioni), il gruppo di Zavettieri, che sa cambiare le sue carte, sfodera una prestazione perfetta, micidiale in attacco e senza sbavature in difesa. Una gara da prima della classe contro una capolista apparsa spavalda in avvio ma piegata dall’uno-due degli aquilani. E quindi incapace di rialzare la testa. La vittoria matura tutta nel primo tempo, con due gol segnati nel giro di 10 minuti. La ripresa, allora, diventa una passerella per la squadra rossoblù, che ha il merito di non abbassare mai la guardia, sfiorando persino la quarta marcatura. La vetta ora è a soli due punti.
Mentre i cori del trionfo del Fattori sono ancora nelle orecchie – chissà chi, e da dove, manovra questo pazzo mixer audio che nel giro di 90’ abbassa, fin quasi a rendere impercettibile, l’iniziale, possente tifo bianconero e mette a palla quello di marca rossoblù – appare chiaro che i tre gol alla capolista siano come i primi tre pioli di una scala sulla quale L’Aquila è ormai salita. E da dove non vuole scendere. La prima certezza: con le grandi (Pisa a parte, quest’anno) L’Aquila la sua figura la fa sempre. La seconda: vecchi e nuovi sembrano integrarsi bene. Con dentro, dal primo minuto, tutti insieme, i nuovi e nuovissimi arrivati Djuric, Virdis, Pozzebon, e ancora Carini, oltre alla «vecchia guardia», viene fuori un bel mix. La terza: col trionfo i rossoblù fanno, sì, un favore a Teramo e Reggiana, che devono ancora giocare, ma prima di tutto lo fanno a se stessi. Cancellando di botto dagli occhi dei tifosi quella squadra capace di inciampare in casa contro la Pro Piacenza,
La sfida con l’Ascoli si risolve tutta nel primo tempo. E nel giro di 10’ piovono due gol che sono più di mezzo capitale. Gli ospiti partono baldanzosi: al 5’ Zandrini vola a scansare un pericolo partito dalla testa di Perez. Corapi conclude due volte fuori di poco. Al 22’, di testa, ci prova Maccarrone: alto, sia lui sia il pallone. Ma il momento buono è al 26’: Corapi lancia Virdis che s’invola, rientra e d’esterno batte Lanni: palo-gol, 1-0. Il raddoppio potrebbe arrivare già al 33’, se Virdis trovasse l’impatto col pallone dopo un’intuizione di Sandomenico con cross rasoterra da fondocampo. Al 36’, da una doppia spizzata di testa (Djuric e Virdis) su rimessa laterale di Pedrelli, ecco il sinistro in piena area di Sandomenico che mette a segno il 2-0.
La gara sarebbe finita qui. Ma ci sono 45’ da giocare. Petrone prova a cambiare con Berrettoni ma l’Ascoli guadagna solo un po’ di terreno. E non arriva quasi mai in porta. L’Aquila in contropiede può far male. I titoli di coda arrivano già al 19’: angolo di Corapi, Djuric inzucca: 3-0. Al 39’ Altinier di testa chiama Zandrini alla risposta. Poi solo spazio per la scaramuccia finale davanti alla panchina ospite. E per la festa del Fattori, dove è la capolista a pagare il canone. Via il bianco, via il nero. Lo stadio è tutto rossoblù.
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