L’Aquila distratta, passa il Pontedera
Al Fattori brusco risveglio dopo due vittorie di fila: decide un gol di testa di Scappini. Negato un rigore a De Sousa
L’AQUILA. Chi sei? La squadra che le ha suonate bene bene alla Pistoiese alla prima giornata di campionato oppure quella che ha saccheggiato i tre punti ad Arezzo in 10 uomini? Uscendo dal Fattori, e ascoltando qua e là i mugugni dei tifosi, si ha la netta sensazione che L’Aquila vera sia un po’ e un po’.
Il gol di testa preso dal calcio d’angolo, sul primo palo, dopo appena 7 minuti, basta a mettere in crisi la squadra di Perrone. Basta uno Scappini, allora, a far...scappare come d’incanto tutte le buone intenzioni che le prime due giornate di campionato si sono create attorno ai rossoblù. E a riportare sulla terra chi, forse, aveva volato col pensiero un po’ più in là dei 5 punti della classifica. Se c’erano, le idee di come sbrogliare una matassa divenuta maledettamente intricata così presto, allora sono rimaste tutte inespresse. Se è colpa del fisico, poi, ancora peggio. Nel finale affiora la stanchezza e sembra persino mancare la benzina. Attaccarsi al rigore negato a De Sousa, platealmente spintonato in area di rigore a tempo scaduto, è un puro esercizio di stile.
Un passo indietro, dunque, per la squadra rossoblù, che si presenta senza Piva e quindi con Bigoni dall’inizio a solcare la fascia destra e Di Mercurio dall’altra parte. Neppure il tempo di sistemare le marcature che il reparto arretrato (Anderson primo indiziato) si dimentica di Scappini che beffa Zandrini da distanza ravvicinata. L’1-0 degli ospiti (a proposito: è la terza vittoria dei toscani al Fattori nell’ultimo triennio) sembra non compromettere nulla, visto che c’è ancora davanti un’ora e mezza per rimediare. Ma il buongiorno si vede dal mattino. Dunque, alla mezz’ora, quando il pallone crossato da Bigoni trova la testa di De Sousa che di solito questi li butta dentro, ma si concentra troppo e conclude fuori, capisci che sarà dura. E la conferma arriva al 42’ quando Zandrini fa vedere di avere mani grandi grandi e riflessi da pilota di Formula 1 quando impedisce prima a Cesaretti e poi, sulla ribattuta, a Pizza che il biglietto venga fatto in mille pezzi già a metà partita. Indiani disegna la solita ragnatela nella quale i rossoblù restano impigliati. La buona volontà dei singoli, da Bigoni a Mancini, che pure qualche pallone va a prenderselo tra i piedi degli avversari, non basta a dare la svolta alla giornata. Gli ospiti non fanno neppure troppa fatica a contenere l’iniziativa aquilana. Ceccarelli, De Sousa e Sandomenico non danno affanno alcuno alla difesa avversaria che si chiude a riccio e riparte rapida.
La ripresa parte con un tiro pericoloso di Ceccarelli ma è un fuoco di paglia. Non è cambiando posto a Sandomenico o mettendo Maccarrone punta centrale che si risolve niente. L’Aquila, ora, ha più possesso ma il pallone gira lontano dalla porta avversaria. Al 28’ ci prova Mancini da fuori ma Cardelli risponde presente. Al 41’ una mischia in area toscana viene a fatica risolta dalla difesa granata. Al 45’ De Sousa finisce faccia a terra in area ma l’arbitro decide che, tutt’al più, fischierà solo la fine.
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