L’Aquila, due squilli per il patron assente

13 Novembre 2017

Recanatese al tappeto in 20 minuti, doppia traversa. Black out spegne i riflettori. Oggi assemblea dei soci, Ranucci in bilico

L’AQUILA. L’oscuro presagio del black out elettrico che spegne i riflettori di uno stadio nuovo non è proprio il miglior segnale. Alla vigilia dell’ennesima tappa decisiva per il futuro del club rossoblù, è la squadra che prova a distrarre la piazza dalle angustie quotidiane. Tra una colletta per la trasferta e la spesa offerta dai tifosi, quando la parola passa al campo la risposta c’è sempre. Nonostante tutto.
E così, anche una generosa Recanatese (per la prima volta in questo campionato tifosi ospiti nell’ampio settore loro destinato) è costretta ad arrendersi dopo appena 20 minuti. L’Aquila torna alla vittoria dopo il pareggio nel derby di Avezzano, raggiunge (a braccetto coi marsicani) la zona play off, strappa applausi, ma... Ma questa squadra che si sacrifica, vince, diverte non può essere artefice del proprio destino. E così, a tenere banco nell’ambiente è sempre la questione societaria. L’assemblea dei soci convocata per stamani è uno snodo fondamentale. All’ordine del giorno l’approvazione del bilancio che certifica perdite da 1 milione. Cosa abbia in mente il patron Corrado Chiodi (assente anche ieri) è difficile saperlo. In base ad alcune indiscrezioni la società potrebbe superare la fase di stallo convocando una nuova assemblea per rivedere i conti cercando il modo per ridurre l’ammontare dell’esposizione debitoria. Se verranno riscritti daccapo i conti, è facile ipotizzare la rottura, con conseguente uscita di scena, dell’amministratore unico Angelo Antonio Ranucci, che ha lanciato l’ultimatum ai soci. Ranucci stavolta, dopo lo sfogo del 29 ottobre scorso, rimane abbottonato in attesa degli eventi. È possibile che la società stia pensando di guadagnare tempo e di reperire altri consulenti per dipanare la complessa matassa debitoria.
In un contesto del genere la partita è destinata a passare quasi in secondo piano, il che non rende merito allo sforzo degli uomini di Battistini di lasciarsi tutto alle spalle. La sfida si mette bene dopo il primo tiro del promettente Senigagliesi e il conseguente volo plastico di Farroni. Ancora una volta è Valenti (tra i più richiesti della rosa dei rossoblù) a prendere per mano la squadra e sbloccare il risultato. Il gol è per tre quarti merito della galoppata di Padovani, al 7’, che spalanca la porta al compagno di squadra. Il raddoppio arriva su autorete di Mulè dopo un cross di Buscè ispirato da Valenti. Al 23’ la Recanatese si scuote e un tiro di Negro colpisce la traversa. Ma L’Aquila ricomincia a macinare gioco, spreca svariate occasioni favorevoli e di traverse ne colpisce due, la prima con Cafiero al 22’ st e la seconda con Valenti al 50’ a conclusione della sua solita serpentina in area di rigore. Tra i tanti flash di una gara intensissima, una conclusione di testa di Padovani al 38’ pt che meriterebbe il gol, con il portiere ospite Maraglino (che risponde polemicamente agli aquilani in curva a più riprese) a salvare d’istinto. A luci spente (a fatica l’impianto viene ripristinato, a gara ormai finita, creando disagi anche negli spogliatoi e nei locali della sede sociale) L’Aquila va avanti. Ma trattiene il respiro in vista dell’ennesima prova del fuoco.
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