L’Aquila e Teramo, un brusco risveglio

1 Settembre 2014

Magro bottino per le due abruzzesi all’esordio nel girone B, sabato di nuovo in campo per cercare il riscatto

Un pareggio interno e una sconfitta fuori casa. Il bottino delle due abruzzesi all’esordio nella nuova Lega Pro unica è davvero magro.

Le aspettative della vigilia si sono scontrate inevitabilmente con la realtà dura di un campionato assai equilibrato al quale bisognerà abituarsi in fretta. Almeno se si vorrà evitare di finire in un limbo indistinto dove vivacchiare in attesa di tempi migliori.

Per L’Aquila non è bastato l’exploit di Bologna nella Coppa Italia dei grandi. E qui, ancora una volta, riecheggiano le parole del saggio Pagliari («Pensiamo al Gubbio, ché il nostro campionato è questo»). Il mezzo passo falso casalingo dei rossoblù, per il quale gli esperti hanno scomodato l’alibi del caldo di agosto, potrebbe smorzare sul nascere gli entusiasmi della piazza. Ma non quanto la decisione della società di privarsi di un attaccante come De Sousa che magari non avrà fatto sfracelli nell’ultimo anno e mezzo ma che, comunque, ha messo del suo nei successi dei rossoblù.

In casa Teramo, invece, la rabbia agonistica dei pisani per il mancato ripescaggio in B ha avuto la meglio sulla buona volontà dei biancorossi che comunque hanno avuto il merito di reagire al doppio vantaggio dei toscani. Sabato col Grosseto l’occasione per il riscatto.(e.n.)

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