L’Aquila in 10 riacciuffa la Vis Pesaro

15 Gennaio 2018

Due volte in svantaggio contro la vicecapolista, i rossoblù impattano grazie alle reti di Buscè (poi espulso) e Boldrini

L’AQUILA. Che sia la botta di vita che dice Battistini, oppure di qualcos’altro, L’Aquila si tiene stretto questo pareggio insperato in 10 contro 11 in casa contro la numero 2 della classifica.
Sugli spalti, dopo le finte esultanze della tribuna a beneficio delle scene da girare per il film “La Danza nera” – thriller di Mauro John Capece, con Franco Nero tra i protagonisti – finalmente due boati per gol veri che riportano i rossoblù alla realtà. L’Aquila esce e rientra più volte sulla scena di una partita che prende una piega diversa proprio all’ultimo fotogramma. In svantaggio dopo appena due minuti, neanche il tempo di aggiustare le marcature, i rossoblù di Battistini trovano il protagonista nel giovane Buscè, che segna e poi si fa espellere (per doppia ammonizione). A quel punto la squadra vede vicina la sconfitta, dopo il gol dell’1-2 di Ridolfi e l’inferiorità numerica. Eppure, quando sembra tutto finire male, ecco spuntare il secondo attore, nelle vesti di Cafiero prima e Boldrini poi, che trasforma quello che sembrava l’ennesimo pianto greco in un coro festoso, una storia a lieto fine con il pienone di applausi. Il rammarico di non aver visto in azione questo gruppo in condizioni di normalità – e non di emergenza societaria continua e costante – è sempre troppo grande.
La parità ristabilita premia la caparbietà di una squadra che sembra viaggiare in tandem con le alterne vicende societarie. Le manca il quid per spiccare il volo. Fronteggia la quotata Vis Pesaro faccia a faccia, senza timori. Ma la sfida ad armi pari, complici due disattenzioni difensive piuttosto gravi, rischia di trasformarsi nell’ennesima disfatta, per di più nel giorno in cui la cornice di pubblico è meno desolante, anche per l’iniziativa della società di abbassare i prezzi in curva.
I ragazzi di Battistini, insomma, se la giocano come possono. Dopo due minuti, tuttavia, Esposito si addormenta e si fa anticipare da Cruz che di testa porta in vantaggio i marchigiani, sostenuti da un’ottantina di tifosi. La reazione dei rossoblù è nei piedi di Cafiero, il cui tiro viene spedito in angolo da Marfella. Al 25’ Ibe si sbarazza duramente di un avversario, ma poi spreca la facile occasione. Il tempo si chiude con il contropiede di Baldazzi, che imita l’avversario mancando il raddoppio. Un primo segnale.
La ripresa si apre (e si chiude) nel segno di Cafiero. Al primo minuto il difensore è protagonista di un’inzuccata bloccata dal portiere marchigiano. A un minuto dalla fine, invece, il numero 19 chiede palla a gran voce e s’inventa letteralmente una cavalcata sulla fascia destra dalla quale scaturisce il cross, mezzo deviato, sul quale Boldrini, finalmente, trova il tempo giusto e segna sotto la curva rossoblù. In casa aquilana è l’apoteosi, la Vis Pesaro si mangia le mani. È il gol del definitivo 2-2. L’1-1, invece, riavvolgendo il nastro, porta la firma di Buscè. Accade al 6’, quando, su cross di Sieno, Ibe tocca e Buscè trova gol e ammonizione per la maglietta tolta. Il secondo giallo (simulazione) lascia L’Aquila a correre il doppio, in 10, per mezz’ora. E sotto 1-2, dopo il gol di Ridolfi. Ma il copione del pari è ormai scritto.
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