L’Aquila non sa più vincere, il secondo posto s’allontana

24 Marzo 2022

Rossoblù fermati in casa dal Delfino Curi Pescara, è il terzo pareggio consecutivo Il ds Cicchi: «L’arbitro non mi è piaciuto». Domenica big match con il Giulianova

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L’AQUILA: De Chirico; Tempestilli, Colombatti, Brunetti, Romanucci; Massetti, Di Norcia, Pejic; D’Ercole (8’ st Mantini), Shiba (23’ st Saurino), Di Ruocco (33’ st Di Matteo). A disp.: Bozzi, Ponzi, Ziroli, Di Francesco, Scognamiglio, Florindi. All.: Lo Re

IL DELFINO CURI PESCARA: Calore; Polletta, Sabatini, Cozzi ( 37’ st Palmisano), Tankuljic (31’ st Palmaricciotti); Tamboriello, Marzucco (45’ pt Di Stefano); Gobbo (6’ st Pastorini), Di Giovacchino, Falco (15’ st Luiso); Massa. A disp.: D’Intino, Paolilli, Sciamanda, Rosini. All.: Spinozzi (Bonati squalificato).

Arbitro: Arnese di Teramo
Reti: 33’pt Di Norcia, 35’ st Pastorini.
Note: Spettatori 350. Ammoniti Tempestilli, Di Ruocco, Tankuljic, Di Norcia, Massetti, Di Matteo. Espulso Tempestilli al 28’st.
L’AQUILA
Terzo pareggio consecutivo in campionato per L’Aquila che non sa più vincere e contro il Delfino Curi Pescara non va oltre l’1-1. Un risultato deludente per i rossoblù che ancora una volta hanno fatto seria fatica a metterla dentro nonostante le tante occasioni create. Un primo tempo giocato bene e chiuso in vantaggio, con il passivo che poteva essere maggiormente cospicuo, ma non lo è stato per la poca cattiveria messa sotto porta. Ripresa meno esaltante con la squadra che dopo l’espulsione di Tempestilli ha abbassato il baricentro e ha preso gol. La gara contro i pescaresi è l’ennesima dimostrazione che nell’organico è assente l’uomo che dovrebbe fare la differenza nei momenti di difficoltà, come accaduto anche nello 0-0 contro l’Angolana. L’Aquila dopo il mercato di riparazione sembrava essere completa in ogni reparto, ma gli infortuni e gli addii di Sparvoli, Garcia e Falzano per scelta tecnica hanno ridimensionato quello che era un organico ampio e di qualità. Al Delfino è bastato un calcio piazzato per uscire dal Gran Sasso con un punto in tasca. I presupposti per vedere i rossoblù al successo sembravano esserci tutti, visto che dopo soli 6’ di gioco Massetti prende il palo. Le incornate di Shiba (11’) e Colombatti (19’) sono risultate troppo docili. Di Ruocco al 22’ va vicino al gol dopo una bella progressione in area, ma Calore si mette di traverso. È Di Norcia al 33’ a segnare l’1-0 con una botta da fuori area che colpisce prima il legno e poi finisce in porta. La partita cambia nella ripresa quando Tempestilli, già ammonito, commette fallo su Di Stefano prendendo il secondo giallo. L’Aquila si “chiude” con Di Ruocco che esce al 33’ per Di Matteo, ma dopo 2’ arriva il pareggio: punizione di Di Stefano, Pastorini anticipa sia Brunetti che Colombatti e fa festa. Annullato correttamente un gol a Saurino nel finale. «La squadra nel 1° tempo poteva chiudere con 4 o 5 gol di scarto», ha dichiarato il ds aquilano Claudio Cicchi, «ma Il Delfino su palla inattiva ha pareggiato. Ciò sa di beffa perché a me la squadra è piaciuta e devo dire che il risultato è stato condizionato dalla pessima direzione arbitrale perché il secondo fallo di Tempestilli non era da ammonizione». Per il capitano degli ospiti Tomasch Calore «se il primo tempo fosse finita 4-0 per L’Aquila non ci avrei visto nulla di strano, ma faccio i complimenti ai miei compagni perché abbiamo fatto un’impresa». Aquilani a -4 dal Giulianova e domenica ci sarà il big match al Fadini contro i giallorossi.
Pierluigi Trombetta