L’Aquila, pareggio e rimpianti

25 Gennaio 2016

Con l’Arezzo i rossoblù vanno in svantaggio, Scotti para un rigore. Rimedia Sandomenico

L’AQUILA. Meglio pareggiare che perdere. Perrone ha tutto il tempo per pensarci, ma alla fine fa il Catalano della situazione. Si prende il punticino, in attesa che arrivi la penalizzazione che farà strame di tutto (o quasi tutto) il ben fatto. Non spiega, il tecnico dell’Aquila, come mai si debba attendere soltanto la mezz’ora finale per vedere Sandomenico spostato da terzino ad attaccante. E perché i piedi buoni di Milicevic siano tenuti al freddo per tutto quel tempo. Vallo a dire ai tifosi infreddoliti (la curva è impraticabile per metà a causa dei gradoni gelati e scivolosi), allora, che è meglio pareggiare che perdere. Se a questo si aggiunge il rigore parato da Scotti, che avrebbe scritto la parola fine sulla gara, a conti fatti il rimpianto prevale sulla moderata soddisfazione. E meno male che Sandomenico trova il guizzo vincente. Uno solo, ma è quanto basta per non uscire a testa bassa dal Fattori.

Il pari con l’Arezzo non sposta nulla nella classifica dei rossoblù, che salgono a quota 24 con gli amaranto toscani e in compagnia di Lucchese e Tuttocuoio. Eppure costa una fatica immane conquistarlo, dopo una gara prima equilibrata poi spezzata dal gol ospite e dalla grande paura del potenziale raddoppio, prima di una ripresa che, con più coraggio, avrebbe potuto disegnare un altro finale.

Perrone schiera il nuovo portiere Scotti (all’esordio in casa) e vara una linea difensiva a tre con Sanni, Cosentini e Anderson. A centrocampo sono in cinque, ma quasi non si vede. In attacco fiducia alla coppia De Sousa-Perna. Gli ospiti hanno in Tremolada l’uomo più pericoloso. E lo sarà, al 33’, quando, alla seconda affacciata degli ospiti nell’area rossoblù, trasforma in oro una punizione da fuori area che s’infila in zona-Scotti. Prima ancora, al 16’, ci prova Sandomenico dopo uno scambio con Perna, ma senza esito. Immediatamente dopo, Bentancourt conclude alto da favorevole posizione. Al 24’ Scotti respinge una conclusione di Cori che potrebbe fare male. Al 33’ il vantaggio ospite, che costringe gli aquilani a riorganizzarsi per rincorrere. Al 38’ proteste rossoblù per un tocco di Carlini col braccio destro in area. Si prosegue, e Bensaja, con una conclusione dalla distanza, chiama Baiocco alla deviazione oltre la traversa. Al 44’, con l’Arezzo momentaneamente in 10 per un infortunio, De Sousa, in area di rigore, supera un avversario e serve Perna, il cui tentativo in acrobazia finisce alto oltre la traversa. Al 45’ Cori beffa Cosentini e Anderson con un rasoterra e serve Bentancourt a centro area, sul quale Sanni interviene in maniera scomposta: l’arbitro decreta il rigore. Dagli undici metri Tremolada tira lento, debole e centrale e Scotti salva i suoi dalla possibile disfatta. La squadra rossoblù assorbe il colpo non senza conseguenze. Eppure il calcio di rigore parato ridà la carica al gruppo, che nella ripresa ci prova con più convinzione, anche se le conclusioni pericolose si conteranno sulle dita di una mano.

Al quarto d’ora del secondo tempo Perrone lancia Milicevic a centrocampo, con Sandomenico riportato in una posizione a lui più congeniale, più vicino alla porta, in tandem con Perna. Gli effetti si vedono. Complice un altrettanto evidente calo fisico dell’Arezzo, la squadra aquilana prende coraggio. Al 17’ ci prova Sandomenico, che si accentra in area ma non centra lo specchio. Al 18’ spreca anche Milicevic. Al 25’ Milicevic, di testa, allunga un rinvio di Scotti, Perna imbecca Sandomenico che s’invola, salta il portiere avversario Baiocco e piazza il suo sinistro evitando il disperato tentativo di Sabatino di togliere il pallone dalla porta. Al 36’ Perna stretto in area tra due avversari, ma l’arbitro fa continuare. Finisce la partita sul campo, ma quella vera comincia oggi. E si gioca fuori.

©RIPRODUZIONE RISERVATA