L’Aquila, parte la colletta per pagare gli stipendi

L'ennesima puntata di una storia imbarazzante. La situazione societaria dell'Aquila si aggrava. Ieri i vecchi soci, escluso Fabrizio Rossi, hanno disertato l'assemblea che serviva per capire come...
L'ennesima puntata di una storia imbarazzante. La situazione societaria dell'Aquila si aggrava. Ieri i vecchi soci, escluso Fabrizio Rossi, hanno disertato l'assemblea che serviva per capire come rispettare gli impegni sottoscritti nell'accordo preliminare del 3 agosto con il gruppo romano pronto a subentrare. «L'assemblea convocata ieri per un esame di un primo processo di bilancio che, alla luce degli ultimi nuovi accadimenti, doveva essere rivisitato», spiega Antonio Ranucci, amministratore unico dell'Aquila, «ha visto la presenza del solo socio Fabrizio Rossi, mentre tutti gli altri convocati (Chiodi, Mancini, Baldassarra, Brunamonti, Cipriani, Mililli, Saracino, Leli, D'Ottavio, ndr) sono rimasti assenti senza peraltro addurre nessuna giustificazione. Era assente anche il consulente dei cosiddetti soci entranti, invitato a partecipare. La stagione in corso ha preso avvio solo dopo un preciso impegno scritto da parte dei cosiddetti entranti e uscenti al fine di evitare pericolosi salti nel buio determinati come in precedenza da semplici assicurazioni verbali. Ma neppure questo è bastato per una stagione tranquilla».
Il tutto mentre la squadra resta senza stipendi e chiede risposte concrete. Dopo l'incontro di lunedì a Caserta, i nuovi soci Umberto Fioravanti, Massimo Gizzi ed Ernesto Penzi hanno detto che non contribuiranno al pagamento della prima mensilità perché la vecchia proprietà non ha rispettato gli impegni presi il 3 agosto (saldo di circa 100mila euro per chiudere le vertenze con i giocatori e chiusura del bilancio). Insomma, il nuovo gruppo, dopo aver sborsato 90mila euro per far partire la stagione, non vuole tirare fuori altri soldi senza diventare prima proprietario della società. Qualcosa, però, si sta muovendo e nelle prossime 48 ore la squadra dovrebbe avere il primo stipendio. A pagarlo sarà l'attuale dirigenza che, tramite l'impegno costante del direttore generale Fabio Aureli, sta cercando sponsor per raggiungere i 27mila euro necessari per la prima mensilità. Una sorta di colletta per tappare i buchi, in attesa di nuovi sviluppi societari. «Alla luce di quanto successo», annuncia Ranucci, «incontrerò consulenti e professionisti di fiducia per un approfondito esame della situazione, anteponendo come sempre gli interessi societari a quelli personali. Inoltre, ho convocato per venerdì, alle ore 12, il comitato dei garanti (Trecco, Liris, Piccinini e Marrelli, ndr) per riferire compiutamente».
Giammarco Giardini
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