L’Aquila perde e i tifosi gridano: venduti

19 Aprile 2015

I rossoblù regalano altri tre punti. Al Fattori fa festa il Forlì con un gol per tempo. Palo di Pacilli su calcio di punizione

L’AQUILA. La parola fine sul campionato dell’Aquila era già stata scritta a Pistoia. Ma siccome al peggio non c’è mai fine, ai 740 spettatori segnalati sugli spalti del Fattori tocca vedere anche questa. Stavolta il destinatario del gentile omaggio dei tre punti è il Forlì, che come la Pistoiese è in lotta per la salvezza. Non pare vero, all’ex difensore viola Firicano, di aver portato a casa tre punti insperati solo a fare due-conti-due sulle forze in campo. Eppure il finale di stagione dell’Aquila si va profilando sempre di più come una specie di girone dantesco in cui più si scende più si soffre. Così, a partita finita sul 2-0 per gli ospiti, al grido di «venduti, venduti» che piove giù dalla tribuna, con la curva vuota per la protesta degli ultrà, tocca vedere Corapi che «ritira» i suoi dal campo con gesti eloquenti e labiali incontrovertibili per infilarli tutti negli spogliatoi il prima possibile. In attesa che tutto passi.

La sconfitta non è solo della squadra in campo e non è solo della guida tecnica. Che pure lancia messaggi sul fatto di voler restare sulla panchina che fu di Pagliari. La sciagurata stagione che ha visto L’Aquila entrare e uscire dai play off per galleggiare ora in un anonimato assoluto, ha tanti padri. A partire dai vertici societari, i quali sono chiamati a rendere conto, tutti, di fronte alla città, delle loro valutazioni, visto che di quelle altrui hanno scarsa considerazione. E se è vero che la stagione regolare riserva ancora tre giornate di campionato – le due trasferte di Piacenza e Ancona intervallate dalla sfida in casa contro il Grosseto – le sfumature della stagione già s’intravedono: rosso di vergogna e blu di rabbia.

Per raccontare l’ultima sconfitta in ordine di tempo – la quinta in casa dall’inizio della stagione – basta cominciare dalla formazione, con Perna punta centrale, Sandomenico in panchina come gli altri attaccanti Virdis e Pozzebon ovvero i rinforzi di gennaio. Compare Gotti titolare per la fascia sinistra della difesa mentre Corapi trequartista si sostituisce a Perna per andare a colpire di testa. Sua l’occasione più nitida dell’Aquila per passare, al 17’, ma il tiro è fuori misura. Un minuto dopo, da un errore nella gestione del pallone nasce la ripartenza che porta Docente a raccogliere una sponda di testa e a incrociare il tiro dello 0-1. L’Aquila replica al 22’ con un tiro di Perpetuini fuori dallo specchio della porta. Al 30’ Corapi manca il colpo di testa su cross di Triarico, un minuto dopo Melandri spreca il ko. Al 34’ e al 40’ Perna di testa non trova il guizzo giusto. Stessa cosa al 41’ su invito di De Francesco. Al 44’ il palo nega a Pacilli (su punizione dalla trequarti) la gioia del gol.

Nella ripresa il gioco estremamente pratico del Forlì e la gestione dei cartellini da parte dell’arbitro complicano irrimediabilmente la rimonta. Che non solo non arriva, ma prende la forma di una disfatta al 30’ quando Melandri semina, nell’ordine, De Francesco, Pacilli e Zaffagnini e va a segnare lo 0-2.

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