L’Aquila, prova di forza con la Gran Sasso
I neroverdi trascinati da un irresistibile Nicola Rettagliata (tre mete). Gara nervosa, espulso il tecnico Lorenzetti
L’AQUILA. Sette mete complessive, tre cartellini gialli, un espulso, 500 spettatori, 3 gradi di temperatura al Fattori e quarto tempo (oltre al terzo). Sono i numeri del quarto derby tra L’Aquila Rugby Club e Gran Sasso, vinto dai neroverdi 34-18.
In una delle giornate più fredde e umide di questo assaggio di inverno aquilano, gli animi in campo e sulle panchine sono stati molto caldi. Gioco duro e nervoso, per questa seconda giornata di ritorno del girone 4 del campionato di Serie A di rugby, dove si affrontavano due squadre a caccia di punti pesanti, per arrivare tra le prime tre del gruppo. Che hanno diritto a disputare una sorta di play off promozione, mentre le restanti tre sono destinate a giocare un mini-torneo che non è di retrocessione, ma, come qualcuno ha detto, di “depressione”, visto che si tratterà di un mini-campionato quasi amatoriale (quest’anno la Serie A non prevede retrocessioni).
Per la Gran Sasso, sconfitta nel derby, la situazione si complica (ultima con 9 punti); L’Aquila Rc, invece, è saldamente al secondo posto (21 punti, sempre con i 4 di penalizzazione – che peccato! –), a 4 punti dalla capolista Prato (25), che è andata a vincere a Perugia (14). Neroverdi che, tallonati dal Benevento a un punto (20), domenica giocheranno contro la Primavera (13), sul neutro di Rieti per la squalifica del campo di Roma.
Ma se L’Aquila è quella soprattutto del secondo tempo contro la Gran Sasso, con un Nicola Rettagliata in stato di grazia, almeno la seconda piazza diventa l’obiettivo minimo. Si è visto, in casa neroverde, un gruppo molto unito e forte sugli avanti e in touche: la prima meta, quella di Rettagliata, ma del fratello Giorgio, è stata confezionata da una enorme spinta della mischia chiusa. D’altronde la Gran Sasso ha visto partire i migliori in quel reparto.
Il derby era iniziato da un’altra prospettiva: i grigiorossi dell’aquilanissimo Umberto Lorenzetti, schiacciati nei loro 22 per i primi 15’, sono riusciti a prendere di sorpresa i neroverdi, infilandoli prima con una meta di Santavenere e poi con un piazzato del rientrante Du Toit, l’estremo-cecchino. La squadra di Lorenzetti (imbottita di giovani provenienti dal Sambuceto di Antonio Angelone), trascinata da un super-centro Giampietri (di professione allevatore di maiali) sembrava in grado di sostenere a testa alta l’impatto con L’Aquila. Ma la meta di Giorgio Rettagliata a tempo scaduto (41’ pt), poi trasformata da Carnicelli, ha ribaltato il risultato e cambiato la prospettiva: per il coach Lorenzetti è stata viziata da un fallo su Pattuglia – placcaggio senza palla –. Da qui l’espulsione del tecnico, per proteste.
Nel secondo tempo, però, la squadra del duo Vincenzo Troiani-Pierpaolo Rotilio ha messo a frutto appieno la preparazione atletica di Concetta Milanese. Ed è cominciato il Nicola Rettagliata-show, con l’avanti aquilano che ha realizzato prima la sua ottava meta personale in campionato, poi la nona e poi la decima, intervallate dalla splendida try (per dirla in inglese) dell’apertura Gianmarco Cialente, dopo un calcetto a seguire dentro ai 22 avversari. L’onore grigiorosso è stato salvato da Riccardo Lorenzetti, con una splendida meta in mezzo ai pali al 40’ (Du Toit non fallisce dalla piazzola).
Preoccupata a fine gara Loredana Micheli, presidente della Gran Sasso, per l’infortunio al figlio Giacomo Annibaldi, finito al pronto soccorso dopo uno scontro nel primo tempo che lo ha costretto a lasciare il campo (poi nulla di grave). Alla fine riscoppia l’amicizia tra tanti ex, che si sono dati battaglia in un match comunque divertente e di buon tasso tecnico, con il terzo tempo. E poi il “quarto”, con la porchetta offerta dal sindaco di Villa Sant’Angelo, Domenico Nardis.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

