L’Aquila, quattro passi verso i play off
Poker rossoblù contro il San Teodoro, ma tengono banco le questioni societarie. La polizia indaga sulle pressioni a Chiodi
L’AQUILA. Un’indagine. Già, ci vorrebbe proprio un’indagine, ma a 360 gradi, per capire meglio il meccanismo che ha portato, anche quest’anno, la dirigenza rossoblù a buttare a mare la stagione.
Per il momento, con la squadra che viaggia verso i play off dopo il rotondo 4-0 al San Teodoro, sono due le inchieste aperte in casa rossoblù. La prima è della procura federale in relazione al tentativo di combine denunciato dai calciatori aquilani contattati da ignoti in relazione alla gara contro l’Albalonga. E l’altra ha preso impulso proprio in base ai fatti delle ultime ore. Cioè alle pressioni ricevute dal presidente Corrado Chiodi affinché ceda la società senza condizioni.
Come al solito, all’Aquila i fatti calcistici sono destinati a passare sempre in secondo piano. E così, mentre quel che resta della squadra sudava sotto il primo vero sole di aprile, agenti di polizia in borghese si aggiravano sugli spalti col bloc notes in mano per chiedere conto delle modalità con le quali è avvenuto l’intervento sulla società.
Sono stati sentiti, più in particolare, l’amministratore unico Angelo Antonio Ranucci, il direttore generale Fabio Guido Aureli e altri dirigenti e tesserati, oltre a persone che hanno partecipato alla conferenza stampa di sabato cui ha fatto seguito il comunicato del club. Un documento diffuso un’ora dopo la conferenza per annunciare che «nell’ottica di individuazione di nuovi imprenditori disponibili a subentrare nella gestione societaria, che per quanto riguarda i debiti pregressi e riconducibili sino all’attuale stagione sportiva, non saranno di spettanza di una eventuale nuova compagine. Ciò al fine di facilitare il passaggio di proprietà a un nuovo gruppo e senza alcun onere per esso da riconoscere all’attuale proprietà».
Chi indaga ha ricevuto il mandato di capire se si sia trattato di un semplice invito oppure di vere e proprie forme di intimidazione più pesanti, consistite in violenza o minaccia, cioè riconducibili, in qualche modo, a una sorta di tentativo di estorsione. Se ne saprà di più nei prossimi giorni. Intanto la polizia, presente in grande spiegamento di forze allo stadio per una gara priva di qualsiasi significato sia dal punto di vista sportivo sia da quello dell’ordine pubblico, ha controllato con discrezione lo svolgimento della conferenza stampa post-partita. In curva ha passato le maglie della censura il seguente striscione esposto dai tifosi: «Pagate l’Iva, cedete gratis la società...al resto penseremo noi».
E così, in questo clima di grande serenità nell’ambiente calcistico aquilano, in un contesto generale intriso di ottimismo e di prospettive interessanti per il futuro, la squadra si è presa un sacco di applausi battendo il San Teodoro con un punteggio roboante. Foligno a parte, mai finora L’Aquila si era spinta oltre il limite dei tre gol. Stavolta i rossoblù ne segnano quattro, e per giunta a un ex, Daniele Corsi, una vecchia conoscenza, che nella stagione 1999-2000 approdò in rossoblù per un breve periodo prima di spiccare il volo a Cagliari.
Dopo svariati tentativi degli attaccanti (la coop Battistini-Greco-Laraspata schiera, tutti insieme, Valenti, Peluso, Nohman e Minincleri, un potenziale da capolista), la gara la sblocca un difensore. Adriano Sergio Esposito, che il 28 luglio compirà 18 anni, buttandola dentro con freddezza da bomber vero, a un passo dalla porta, sugli sviluppi di un angolo, sa già che tutto questo gli costerà, come minimo, un bel vassoio di paste alla ripresa degli allenamenti.
Il secondo tempo è accademia. I rossoblù si scatenano con due gol in un minuto: tra il 6’ e il 7’ vanno a segno Valenti e Minincleri. Chiude Nohman al 23’. Applausi per tutti, compreso l’arbitro donna. Ora spazio alle inchieste. A proposito, gli ammutinati (andati e tornati e poi riandati) sono davvero tali o sono stati mandati via per risparmiare altri soldi? I medici e i fisioterapisti sono stati pagati o meno? Alla società l’onere di sciogliere questi e altri dubbi.
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