L’Aquila sbatte sul muro del Senigallia

I rossoblù vanno in vantaggio all’intervallo ma vengono raggiunti nella ripresa dalla Vigor: il primo posto si allontana
L’AQUILA1
VIGOR SENIGALLIA1
L’AQUILA (4-3-3): Michielin 6; Bellardinelli 6, Alessandretti 6.5, Brunetti 6.5, Mengani 5.5 (19’ st Orsi 5.5); Giuliodori 6.5 (1’ st Mandrelli 5), Del Pinto 6 (27’ st Angiulli 6), Origlio 6; Banegas 5.5, Persiani 5.5 (19’ st Marcheggiani 5.5), Costa Ferreira 6.5 (40’ st Piscitella sv). A disposizione: Cerroni, Modesti, Di Santo, Alessandro. Allenatore: Cappellacci.
VIGOR SENIGALLIA: Barzanti 6, Mancini sv (2’ pt Marini 6), Bucari 5.5 (8’ st Baldini 6), Magi Galluzzi 6.5, Gambini 5.5, Tomba 6.5, Kerjota 7, Romizi 6 (33’ st A. Pesaresi), D. Pesaresi 5.5 (24’ st Broso 6), Balleello 6, Vrioni 5.5 (8’ st Alessandroni 6). A disposizione: Pruccoli, Zammarchi, Beu, Serfilippi. Allenatore: Clementi.
Arbitro: Rossini di Torino.
Reti: 26’ pt Costa Ferreira, 21’ st Tomba.
Note: ammoniti Belardinelli, Persiani, Angiulli, Tomba, Marini, Baldini; angoli 4-3; recupero 2’ pt 7’ st; spettatori 3.200.
L’AQUILA
Nello scontro d’alta quota, gli abruzzesi non riescono a bissare la vittoria sul Campobasso contro i marchigiani di Aldo Clementi, quinti in classifica: L’Aquila e Vigor Senigallia pareggiano 1-1 al Gran Sasso d’Italia nella quinta di ritorno nel girone F.
Nemmeno il tempo di scaldarsi e Mancini si fa male dopo appena due minuti, al suo posto Clementi mette dentro Marini. Il match vive una lunga fase di studio e solo dopo il 21’ L’Aquila chiede il penalty per un intervento ai danni di Persiani che reclama un tocco alla caviglia destra, ma Rossini di Torino decide di far proseguire. La gara rimane equilibrata anche se i rossoblù aquilani si fanno preferire per fraseggio e intensità.
La partita cambia improvvisamente grazie a una magia dalla distanza di Costa Ferreira, che è bravo nel recuperare il pallone e a scagliare un fendente che va ad infilarsi sotto l’incrocio dei pali. L’Aquila passa in vantaggio con il pubblico tutto in piedi a tributare una standing ovation al 7 portoghese. Costa Ferreira ci prende gusto, provandoci ancora sei minuti più tardi quando però la palla esce di pochissimo, stavolta a fil di palo con Barzanti comunque in traiettoria. L’Aquila insiste e cinge d’assedio la difesa marchigiana: gli abruzzesi vanno vicini al raddoppio su un cross di Bellardinelli che imbecca la testa di Alessandretti, la palla sbatte sull’incrocio ma per Rossini di Torino c’è la spinta del difensore aquilano ai danni di un avversario.
La Vigor vuole andare al riposo col pari in tasca ma Balleello, dopo l’ottimo filtrante di Kerjota, colpisce troppo con l’esterno mandando a lato. L’ultima emozione del primo tempo è questa.
Ad inizio ripresa Giuliodori rimane ai box, evidentemente per un leggero malanno fisico, e così Mandrelli va a occupare la posizione dell’infortunato ex Delfino Curi. Al minuto 11 è bello il giro palla aquilano con Origlio che segue con gli occhi l’incursione di Banegas: Il pallone per il 10 è ottimo ma l’ultimo tocco del “pocho” non è pulito, con la Vigor che può respirare dopo il brivido. Brivido che attraversa la schiena di Cappellacci al 16’ quando da destra arriva un cross pericolosissimo che Pesaresi non riesce a intercettare e con Michielin costretto al corner dalla traiettoria velenosa.
La Vigor preme e al 21’ trova il pari: da calcio piazzato Kerjota disegna un ottimo cross per Tomba che di testa, sul secondo palo, buca la porta per l’uno a uno. L’Aquila attacca quasi a testa bassa e così la Vigor può sfruttare gli spazi lasciati dagli abruzzesi. Kerjota ne può approfittare attorno al 36’ ma il mancino muore tra le braccia di un attento Michielin. Quasi al 45’ L’Aquila ha il pallone del possibile nuovo vantaggio, quando Angiulli scodella al centro per Marcheggiani che però non trova lo spiraglio; successivamente, sul prosieguo dell’azione, Piscitella calcia a colpo sicuro ma il muro difensivo dice ancora no alla conclusione dell’esterno d’attacco, spegnendo ogni speranza aquilana prima del triplice fischio che scontenta soprattutto i padroni di casa. L’Aquila resta al terzo posto, ma vede allontarsi a 4 lunghezze la coppia di testa formata da Campobasso e Samb.
Lorenzo Valleriani
©RIPRODUZIONE RISERVATA
VIGOR SENIGALLIA1
L’AQUILA (4-3-3): Michielin 6; Bellardinelli 6, Alessandretti 6.5, Brunetti 6.5, Mengani 5.5 (19’ st Orsi 5.5); Giuliodori 6.5 (1’ st Mandrelli 5), Del Pinto 6 (27’ st Angiulli 6), Origlio 6; Banegas 5.5, Persiani 5.5 (19’ st Marcheggiani 5.5), Costa Ferreira 6.5 (40’ st Piscitella sv). A disposizione: Cerroni, Modesti, Di Santo, Alessandro. Allenatore: Cappellacci.
VIGOR SENIGALLIA: Barzanti 6, Mancini sv (2’ pt Marini 6), Bucari 5.5 (8’ st Baldini 6), Magi Galluzzi 6.5, Gambini 5.5, Tomba 6.5, Kerjota 7, Romizi 6 (33’ st A. Pesaresi), D. Pesaresi 5.5 (24’ st Broso 6), Balleello 6, Vrioni 5.5 (8’ st Alessandroni 6). A disposizione: Pruccoli, Zammarchi, Beu, Serfilippi. Allenatore: Clementi.
Arbitro: Rossini di Torino.
Reti: 26’ pt Costa Ferreira, 21’ st Tomba.
Note: ammoniti Belardinelli, Persiani, Angiulli, Tomba, Marini, Baldini; angoli 4-3; recupero 2’ pt 7’ st; spettatori 3.200.
L’AQUILA
Nello scontro d’alta quota, gli abruzzesi non riescono a bissare la vittoria sul Campobasso contro i marchigiani di Aldo Clementi, quinti in classifica: L’Aquila e Vigor Senigallia pareggiano 1-1 al Gran Sasso d’Italia nella quinta di ritorno nel girone F.
Nemmeno il tempo di scaldarsi e Mancini si fa male dopo appena due minuti, al suo posto Clementi mette dentro Marini. Il match vive una lunga fase di studio e solo dopo il 21’ L’Aquila chiede il penalty per un intervento ai danni di Persiani che reclama un tocco alla caviglia destra, ma Rossini di Torino decide di far proseguire. La gara rimane equilibrata anche se i rossoblù aquilani si fanno preferire per fraseggio e intensità.
La partita cambia improvvisamente grazie a una magia dalla distanza di Costa Ferreira, che è bravo nel recuperare il pallone e a scagliare un fendente che va ad infilarsi sotto l’incrocio dei pali. L’Aquila passa in vantaggio con il pubblico tutto in piedi a tributare una standing ovation al 7 portoghese. Costa Ferreira ci prende gusto, provandoci ancora sei minuti più tardi quando però la palla esce di pochissimo, stavolta a fil di palo con Barzanti comunque in traiettoria. L’Aquila insiste e cinge d’assedio la difesa marchigiana: gli abruzzesi vanno vicini al raddoppio su un cross di Bellardinelli che imbecca la testa di Alessandretti, la palla sbatte sull’incrocio ma per Rossini di Torino c’è la spinta del difensore aquilano ai danni di un avversario.
La Vigor vuole andare al riposo col pari in tasca ma Balleello, dopo l’ottimo filtrante di Kerjota, colpisce troppo con l’esterno mandando a lato. L’ultima emozione del primo tempo è questa.
Ad inizio ripresa Giuliodori rimane ai box, evidentemente per un leggero malanno fisico, e così Mandrelli va a occupare la posizione dell’infortunato ex Delfino Curi. Al minuto 11 è bello il giro palla aquilano con Origlio che segue con gli occhi l’incursione di Banegas: Il pallone per il 10 è ottimo ma l’ultimo tocco del “pocho” non è pulito, con la Vigor che può respirare dopo il brivido. Brivido che attraversa la schiena di Cappellacci al 16’ quando da destra arriva un cross pericolosissimo che Pesaresi non riesce a intercettare e con Michielin costretto al corner dalla traiettoria velenosa.
La Vigor preme e al 21’ trova il pari: da calcio piazzato Kerjota disegna un ottimo cross per Tomba che di testa, sul secondo palo, buca la porta per l’uno a uno. L’Aquila attacca quasi a testa bassa e così la Vigor può sfruttare gli spazi lasciati dagli abruzzesi. Kerjota ne può approfittare attorno al 36’ ma il mancino muore tra le braccia di un attento Michielin. Quasi al 45’ L’Aquila ha il pallone del possibile nuovo vantaggio, quando Angiulli scodella al centro per Marcheggiani che però non trova lo spiraglio; successivamente, sul prosieguo dell’azione, Piscitella calcia a colpo sicuro ma il muro difensivo dice ancora no alla conclusione dell’esterno d’attacco, spegnendo ogni speranza aquilana prima del triplice fischio che scontenta soprattutto i padroni di casa. L’Aquila resta al terzo posto, ma vede allontarsi a 4 lunghezze la coppia di testa formata da Campobasso e Samb.
Lorenzo Valleriani
©RIPRODUZIONE RISERVATA

