L’Aquila sconfitta e fischiata Angolana, un tris da capogiro

CITTA’ SANT’ANGELO. Una sconfitta pesante, la seconda stagionale per l’Aquila, al cospetto di un’Angolana pimpante, determinata e capace di tenere a bocca asciutta l’attaccco della corazzata di...
CITTA’ SANT’ANGELO. Una sconfitta pesante, la seconda stagionale per l’Aquila, al cospetto di un’Angolana pimpante, determinata e capace di tenere a bocca asciutta l’attaccco della corazzata di Federico Giampaolo. Le tante assenze in casa rossoblù rappresentano un alibi parziale. Il 3-0 del Petruzzi lascia poco spazio all’immaginazione, ma la prestazione dell’Aquila si è portata dietro le scorie del derby di domenica con l’Avezzano: in primis negli uomini (Pejic e Bedin squalificati per le ammonizioni prese nel finale rovente), e poi nella testa. Acosta e Palumbo, affaticati, partono dalla panchina, così come il difensore Scognamiglio, indisponibili Di Ruocco, Alfonsi e Pierreton. Esordisce dal 1’ Mantini (poi costretto ad uscire e trasportato in ospedale per un problema al polso). Nel primo tempo il ritmo della partita non ingrana, ma al 21’i nerazzurri passano clamorosamente in vantaggio con un’azione favolosa, che vede il cross basso di Farindolini, il velo intelligente di Cichella e la conclusione chirurgica di Miani. È un gol che dà coraggio ai nerazzurri e tramortisce L’Aquila. I rossoblù costruiscono l’occasione più importante della loro partita al 40’, quando Ranieri si invola verso la porta, in contropiede, trova un bel corridoio per D’Ercole che da pochi passi cestina fuori. È la fotografia della gara del Petruzzi, in cui Giampaolo aspettava risposte da chi ha giocato meno, ma si è trovato a fare i conti con un’Angolana che, dopo un avvio di campionato complesso, ha trovato la sua identità. E nel finale di primo tempo trova addirittura il raddoppio: Farias, il migliore in campo, si invola in contropiede ma Bozzi gli para il tiro nell’uno contro uno. Sul corner successivo, Farindolini raccoglie una corta respinta e scodella in area proprio per Farias che trafigge Bozzi (47’). La strigliata di Giampaolo all’intervallo non scuote i rossoblù, che inseriscono Acosta dalla panchina. Ma il bomber argentino ha le polveri bagnate, come Palumbo (subentrato anche lui). L’Angolana coglie addirittura una traversa con un tiro-cross di Ruggieri, ma comincia ad abbassarsi concedendo all’Aquila un possesso palla sterile. Al 22’, però, arriva anche il 3-0 arriva da calcio piazzato, con Cichella che calcia dai 30 metri e sfruttando un’indecisone del portiere Bozzi. La gara del Petruzzi, di fatto, finisce lì. L’Aquila cerca il gol della bandiera con Palumbo (calcio di punizione) e Acosta (da pochi passi), ma il giovane Puddu sbarra loro la strada. I rossoblù non approfittano del passo falso dell’Avezzano e vengono scavalcati dal Giulianova, che sfideranno domenica allo stadio Gran Sasso. E devono anche fare i conti con i circa 40 tifosi giunti a sostenere i rossoblù, che a fine gara hanno accennato una contestazione alla squadra e chiesto un cambio di rotta. «Abbiamo sbagliato completamente la partita», confessa il tecnico Giampaolo, «loro erano più vogliosi e cattivi. Abbiamo creato pochissimo e loro hanno vinto meritatamente. Spero che questa gara ci sia di insegnamento. Se vogliamo fare un campionato di vertice, dobbiamo cambiare mentalità».

