L’Aquila, scontro a colpi di comunicati stampa

10 Febbraio 2017

Tre in un giorno a firma di Morgia, Ranucci e i giocatori. Ad Avezzano pace tra Paris e Sterpetti

Quella scoppiata all'Aquila è una guerra interna a colpi di comunicati. Lo scontro tra l'allenatore Massimo Morgia e l'amministratore Antonio Ranucci alimenta polemiche e spacca l'ambiente. La giornata di ieri è stata caratterizzata dal botta e risposta tra i due litiganti e dalla presa di posizione da parte della squadra che si è schierata con Morgia. «Condividiamo la filosofia di vita e di calcio del nostro mister», dicono i giocatori, «e saremo sempre schierati al suo fianco, spalla a spalla, fino alla fine. Nulla e nessuno potrà impedirci di raggiungere il nostro obiettivo». Il tecnico rossoblù, dopo aver incontrato il presidente Chiodi, ha ritirato le dimissioni ma la frattura con Ranucci resta insanabile. «L'aspetto che incide maggiormente è la capacità di mantenere serenità ed entusiasmo nell'ambiente, cosa che purtroppo per scarsa sensibilità di qualcuno troppe volte è venuta meno», spiega Morgia. «Sono questi gli argomenti che mi hanno portato in contrasto con i responsabili dell'area finanziaria e organizzativa, di competenza dell’amministratore unico Ranucci e del direttore generale Fabio Aureli. Il diverbio alquanto acceso di martedì con Ranucci verteva non su questioni tecniche o personali, ma su fatti che riguardavano staff e collaboratori. Per queste ragioni e per l'animosità del diverbio, ho comunicato la volontà di dimettermi insieme ai miei collaboratori. Dopo un colloquio con il presidente, abbiamo deciso di continuare per senso di responsabilità nei confronti della città, della famiglia Chiodi, dei calciatori e dei miei collaboratori». Ranucci, dal canto suo, ha staffilato Morgia ricordando che «l'Italia è il paese delle dimissioni minacciate e mai date», rivelando di averle date anche lui (furono respinte) il 28 dicembre «senza però rendere pubblica la cosa». E ancora: «La sua conduzione tecnica è eccellente, ma dopo 40 anni di calcio, forse una mezza idea di come funziona il giochino me la sono fatta». Infine, Ranucci rivendica il suo ruolo: «A volte in cassa non ci sono le risorse neppure per le più elementari necessità e il sottoscritto e il direttore generale non esitano a frugare nelle proprie tasche, per non dire di qualche firmetta bancaria. Questo per non assillare troppo i soci, il cui costante sostegno ha consentito di imboccare una via ben tracciata che porterà a un risanamento societario». Chiodi resta in silenzio, ma dovrà intervenire anche per chiarire le dichiarazioni di Ranucci che ha posto interrogativi sulla solidità economica della società.

Pace fatta, invece, ad Avezzano tra il patron Paris e Leonardo Sterpetti. Ieri i due si sono incontrati e chiariti. Sterpetti torna ad essere il main sponsor dell'Avezzano e Paris gli ha offerto la carica di presidente onorario. Della cessione della società a Sterpetti se ne riparlerà a giugno.

Giammarco Giardini

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